Reflets by Pierre Gagnaire

di Benedetta Guerra Commenta

Come tutti sanno, Ferran Adrià è considerato il padre della cucina molecolare insieme a Pierre Gagnaire. Le collaborazioni con Hervé This, un ricercatore al college de France ha fatto luce su alcuni delle sue interazioni molecolari che hanno portato Gagnaire ad essere uno dei migliori della piazza.

Con l’evento dell’InterContinental Dubai Festival City, Gagnaire sta cercando di sperimentare la gastronomia sperimentale in Medio oriente. Il suo nuovo avamposto è proprio a Dubai, un locale con specchi nei corridoi, pareti in madreperla, lampadari in vetro di Murano, arredi barocchi in modo da rievocare il suo primo stabilimento parigino, ma per rendere onore anche al Medio oriente, all’interno del locali sono stati posto arabeschi su sfondi vellutati, e molto altro ancora, in modo da far riflettere sull’esplosione dei sensi che hanno appena vissuto con il buon cibo.

Per la sua nuova impresa a Dubai, lo chef Pierre Gagnaire ha scelto come braccio destro Olivier Biles, colui che ha viaggiato con lo chef per tutto il mondo, da Parigi a Londra, da Hong Kong a Dubai.
Gagnaire ha scelto come pasticcere Sébastien Vauxion, il pluripremiato sommelier e direttore del Ristorante Etienne Haro presso il suo Reflets.

In linea con il suo inimitabile stile sperimentale, il menù cambia di continuo, ogni volta pronto ad esaudire il palato delle persone, una vera esperienza gustativa volta a rendere il la clientela appagata.

Pierre è uno dei chef più ambiti al mondo, il suo ristorante parigino è stato nominato il terzo migliore al mondo dal restaurant Magazine. Per la gioia degli abitanti e dei visitatori di Dubai, Pierre porta il suo stile con Reflets, in un Hotel situato sul lungomare. Il raffinato menù vanta di una specialità dello chef chiamato multisensory hits, creato da un mix di sapori differenti una vera e propria avventura per il pranzo.

Insomma, se amate la buona cucina, Pierre Gagnaire lo chef , è uno dei migliori al mondo dove poter mangiare bene, senza pensare a nulla, perché la sua cucina è un viaggio fatto di mistero e avventura del gusto.

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