Proprietà e tenute, variazioni nella lista delle case più care del mondo

di Marco Santaniello Commenta

Per ritagliarsi un posto nella lista delle case più care del mondo, il prezzo deve includere almeno 8 cifre. Non sembra promettere bene il 2009 per i venditori di queste proprietà che stanno iniziando a recepire questo messaggio.

Il mese scorso, il finanziere Leonard Ross, che chiedeva 165 milioni di dollari per la sua “Hearst Mansion” di Beverly Hills, California, ha depennato la sua proprietà dalla famosa lista. Lo stesso ha fatto il Principe Bandar dell’Arabia Saudita che ha rimosso il suo rifugio di Aspen, valutato 135 milioni di dollari.

Questo significa che adesso troviamo al top della lista la tenuta Holmby Hills, tra Beverly Hills e Bel Air. La proprietà, conosciuta come Fleur de Lys, merita senza problemi la cima della lista, con le sue 12 camere da letto, 15 bagni, equipaggiata in uno stile Versailles.
L’elenco viene creato prendendo informazioni da veri e proprio agenti che trattano tenute colossali, o altre esorbitanti proprietà, ed è composto esclusivamente da proprietà realmente messe sul mercato. In Europa, invece, molte proprietà e residenze lussuose, vengono venduta in forma privata e a prezzi quasi sconosciuti. Questo rende difficile raggiungere una stima di quali proprietà devono realmente essere al Top della lista.

In Agosto, per esempio, una tenuta in puro stile Belle Epoque in Costa Azzurra, appartenuta al re Leopoldo II di Belgio, è stata venduta ad uno sconosciuto russo per la cifra di 750 milioni di dollari.

Il fatto di non rendere in qualche modo pubblica la vendita, permette una maggiore libertà d’azione nel chiedere un prezzo maggiore, da parte dei venditori dichiarati.

Rimane il problema della crisi economica globale, che credo faccia bene menzionare sempre proprio per ricordarci che praticamente si sta soffrendo in ogni campo, chi più chi meno, sperando, probabilmente in modo vano, di smuovere i potenti dalle loro poltrone per fare qualcosa di realmente concreto senza dover aspettare l’elezione del presidente U.S.A. per avere nuove speranze e stimoli.

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