Sharon Fonseca e la passione sfrenata per gli orologi di lusso

Tutti coloro che amano i social network, seguono senz’altro Gianluca Vacchi. Ebbene, la sua compagna, ovvero Sharon Fonseca, si è sempre distinta per essere una grande fan del lusso. Ebbene, nei vari look che ha messo in evidenza nel corso degli anni, sono sempre stati presenti degli accessori griffati. Ebbene, uno degli ultimi accessori che sono stati svelati sui social corrisponde a dei guanti rosa realizzati da Chanel.

Non passa giorno, come potrebbe notare tranquillamente ogni assiduo frequentatore dei social network, che Sharon Fonseca, la compagna di Gianluca Vacchi, non pubblichi un aggiornamento del proprio profilo.

La condivisione è quella di momenti che possono spaziare dall’ambito materno fino a quello lavorativo, anche se le immagini in famiglia sono quelle più presenti sul suo profilo. La modella, che ha delle chiare origini venezuelane, ha una storia d’amore che dura già da quattro anni con il ben noto social influencer e imprenditore Gianluca Vacchi. Alla fine del mese di ottobre del 2020, la coppia ha avuto anche una figlia.

Sharon ha sempre mostrato un grande interesse nei confronti della moda e, non a caso, sta lavorando proprio per un brand a cui ha deciso di dare il suo nome. Si tratta, per chi non ne avesse ancora sentito parlare, di una linea di abbigliamento con tantissime proposte variegate, che si caratterizzano per essere focalizzate su uno stile molto chic e trendy, ma in cui fanno la loro bella presenza anche tanti accessori griffati.

In uno degli ultimi post che ha pubblicato sul suo profilo, ecco che Sharon Fonseca ha provveduto a divulgare un look decisamente di tendenza e, al contempo, anche piuttosto sbarazzino, con un gran numero di dettagli in cui non manca certamente il lusso e l’eleganza.

La nota modella di origini venezuelane, infatti, è stata immortalata mentre stava bevendo un the matcha a Miami. In questo scatto, che è subito stato pubblicato sui social network, si può notare la bellissima Sharon mentre indossa una canotta bianca molto semplice, che ha deciso di abbinare con una minigonna di colore marrone. Come dicevamo in precedenza, non mancano pure i tanti accessori griffati, che rendono ancora più prezioso e speciale il suo look.

Tra l’altro, sempre guardando con maggiore attenzione la foto, si può notare come, appoggiata sulla sedia, Sharon abbia a disposizione anche una pazzesca borsa del ben noto marchio griffato Dolce & Gabbana. Si tratta di una versione innovativa e moderna dell’iconica Saddle, con la firma CD metallica che è stata creata con una speciale finitura dorata. Il costo? Non per comuni mortali, dato che supera i 3600 euro.

I regali di lusso di Totti alla sua fidanzata Noemi

Continuano a imperversare le voci di gossip riguardanti la relazione tra Francesco Totti e Noemi Bocchi. Ebbene, le ultime indiscrezioni fanno riferimento ai regali di gran lusso che sarebbero stati fatti dall’ex capitano della Roma alla sua nuova fiamma da quando si sono messi insieme fino ad oggi.

JC Biver, ecco il nuovo marchio del lusso

C’era una volta LVMH, un colosso francese che dominava in lungo e in largo nel settore degli orologi. Ebbene, a breve ci sarà un nuovo marchio del lusso, pronto a sua volta a ottenere il maggior successo possibile. Si tratta di JC Biver, un marchio che riprende evidentemente il nome del suo manager, ovvero Jean-Claude Biver. Gli orologi che verranno prodotti da questo nuovo colosso presenteranno un costo che va da 70 mila fino a 1 milione di franchi.

 

In compagnia del figlio Pierre, che ha solamente 22 anni, l’imprenditore Jean-Claude Biver, che di anni ne ha invece 73. Un progetto in cui l’imprenditore ha deciso di dare sfogo a tutta la propria creatività, dando vita a un marchio del tutto scevro da ogni tipo di vincolo dal punto di vista operativo, organizzativo e finanziario, così come di bilancio, che invece sono aspetti peculiari e tradizionali nelle grandi strutture.

Un progetto di cui Biver ha parlato a lungo anche nel corso di un’intervista che è stata pubblicata da La Liberté. Tra gli aspetti su cui si è maggiormente concentrato Biver troviamo anche quello di provare a rilanciare la qualità, molto elevata, che spesso e volentieri è stata messa in un angolo a discapito dell’industrializzazione. Proprio per questa ragione, Biver ha voluto evidenziare come farà riferimento ai fornitori più qualificati in tutti i settori coinvolti. L’obiettivo è quello di diventare i capomastri di un gruppo di competenze, con la scelta di affidarsi al genio di alcuni artigiani. Interessante mettere in evidenza come la produzione iniziale dovrebbe comunque essere ristretta a qualche decina di pezzi nel corso del primo anno di vita del progetto. Un altro aspetto su cui si è focalizzato Biver è quello legato alla pubblicità, dato che non ce ne sarà alcuna. Infatti, vuole puntare tutto sul fatto che i reali ambasciatori del marchio saranno i clienti, che diventeranno i veri protagonisti di questo nuovo e innovativo brand.

Scendendo ancora più nello specifico, Jean-Claude Biver ha intenzione di proporre questo nuovo marchio di orologi di fascia alta nel corso della primavera del 2023. L’ex numero uno della divisione gioielleria del marchio transalpino del lusso LVMH, ha deciso di ampliare la fascia di prezzo dei futuri orologi che lancerà sul mercato.

La scuola cattolica il nuovo film, ispirato alla strage del Circeo

La scuola cattolica
Il film che racconta la strage del Circeo

Tratto dall’omonimo romanzo di Edoardo Albinati e tradotto in pellicola: 1300 pagine di storia, che raccontano di periodo storico, di violenza, di paura, di omicidio, Il film, La scuola cattolica ha come sfondo la Roma degli anni ’70, una Roma ricca, da dolce vita, una Roma sognante, ma allo stesso tempo sanguinaria e rivoluzionaria. E’ in quel tempo che si realizza la strage del Circeo, in cui, Donatella Colasanti e Rosaria Lopez, vengono trascinate con l’inganno in una villa a Lavino da tre amici, che dopo averle circuite, le violenteranno e sevizieranno. Questa pagina di cronaca nera, rappresenta una delle più forti e devastanti storie avvenute in quegli anni.

 

Edoardo Albianti, compagno di classe dei protagonisti, scrive un libro, che prende il nome di “La scuola cattolica”, nel quale raccoglie la sua testimonianza dei fatti. Il libro, è diventato un film. Presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, La scuola cattolica vede protagoniste Benedetta Porcaroli, che interpreta Donatella, la vittima sopravvissuta, Valeria Golino, Jasmine Trinca, Riccardo Scamarcio, Giulio Fochetti, Giulio Pranno, ed Emanuele Maria di Stefano.

 

Il film racconta di quanto accaduto nel lontano ’75, alla notte di tortura, sevizio e morte, che ha visto morire Rosaria Lopez, che fu prima massacrata di botte, successivamente violentata e annegata in una vasca da bagno, e di Donatella Colasanti, ugualmente picchiata e seviziata, violentata e ancora massacrata, che provò a salvarsi chiamando i soccorsi, e fu colpita da una spranga di ferro alla testa. Donatella si finse morta e fu chiusa insieme a Rosaria nel cofano di una 127 bianca. Durante il viaggio, sentiva i suoi aguzzini ridere e scherzare. Successivamente, i tre furono coinvolti in una rissa e intanto, i lamenti di Donatella furono scoperti.

 

La Polizia prestò i soccorsi alla giovane donna, che fu immediatamente portata in ospedale: riportava danni e ferite multiple, e un trauma psicologico dal quale non guarì mai. I tre aguzzini furono condannati all’ergastolo. Il film, ha lo scopo di andare a fondo, di esplorare la mente dei massacratori, di comprendere cosa li spinse quella notte a compiere quei delitti cosi efferati.

Il cast è stato intervistato insieme all’autore del testo: gli attori, hanno spiegato la difficoltà di entrare nel ruolo delle vittime, cosi come in quello dei carnefici. E’ complesso interpretare un ruolo cosi difficoltoso, cosi fisico e cosi complesso dal punto di vista psicologico, restando fedeli il più possibile alla realtà e alle testimonianze lasciate nel tempo. Il film ripercorre quel periodo, quella realtà, attraverso un cast d’eccezione, assolutamente magistrale.

E’ morto l’attore Nino Castelnuovo a seguito di una lunga malattia

Nino Castelnuovo
E’ morto Nino Castelnuovo

Nino Castelnuovo è stato uno dei più importanti attori del panorama italiano tutto: una carriera lunga cinquant’anni, volto della tv e del cinema, protagonista di importanti pellicole dirette da registi di spessore come Visconti, Nanni Loy e Comencini. Mimo, interprete, attore, amante dell’arte: Nino Castelnuovo, si è dato in tutta la sua interezza, mettendo in risalto la sua indole romantica, la sua raffinata sensibilità, il suo savoir faire, calandosi in ruoli sempre diversi, sempre nuovi. Ha vissuto gli anni d’oro, reinventandosi sempre e comunque, per restare al passo con le nuove esigenze cinematografiche.

 

Una carriera, la sua, costellata di successi e insuccessi, di picchi altissimi e di momenti di profondissimi down. Una vita piena, piena della sua arte, piena del suo talento, lo stesso che lo ha fatto emergere e affermare nel tempo, come un grandissimo interprete. E’ venuto a mancare un artista raffinato, eclettico, d’altri tempi. L’annuncio della sua dipartita è stato dato dalla moglie Maria Cristina, dal figlio Lorenzo e dalla sorella Marinella. La famiglia, chiusa nel dolore, ha annunciato che i funerali si terranno in forma privata.

 

Non sono emerse particolari notizie in merito alle cause del decesso: la moglie stessa, qualche anno fa, aveva rilasciato una dichiarazione in un’intervista, in merito alla lunga malattia del marito. Nino Castelnuovo, combatteva da circa cinquant’anni con un glaucoma, che nel tempo lo aveva reso ipovedente. La malattia, lo aveva invalidato negli ultimi anni, e anche in passato, ha inficiato pesantemente sulla sua carriera. Aveva 35 anni, quando gli fu diagnosticata: una vita intera dunque a combattere contro un male che gli aveva cambiato l’esistenza, ma che non lo aveva fermato.

 

Una vita dedicata alla tv, al cinema, al teatro: debutta interpretando il personaggio di Renzo Tramaglino ne “I Promessi Sposi” per la Rai. Gira due importantissimi spot pubblicitari, per i quali, diventa una sorta di figura emblematica: Olio cuore, nel fatidico spot del salto, e la Coca Cola, la bibita americana più amata di tutti i tempi. Diventa mimo negli anni ’50, collabora con grandi artisti del teatro e della tv, per poi passare al grande schermo, con Visconti, in Rocco e i suoi fratelli, Comencini, Ferrari, Lizzani e Loy. Per lui non sono mancati i musical e numerose altre apparizioni televisive, che hanno confermato il suo successo. Successi e insuccessi, questi ultimi causati anche dal suo costante calo della vista, problema che col passare del tempo lo ha portato ad essere dipendente dai suoi familiari.

E’ stato e resterà sempre uno degli attori più amati del panorama cinematografico e televisivo italiano.

“Qui rido io”, il film su Scarpetta di Mario Martone

Qui rido io
Qui rido io è il nuovo film di Mario Martone con Tony Servillo

Mario Martone, firma la regia di “Qui rido io”, terzo film italiano in concorso alla Biennale di Venezia. Martone sfila sul red carpet, insieme al suo attore di punta Tony Servillo, per presentare il suo capolavoro cinematografico. Qui rido io, è più di una pellicola: è un ritorno al passato, è un omaggio ai palcoscenici, alla commedia, all’arte teatrale tutta. E’ il racconto della vita di uno dei fondatori del teatro napoletano, Eduardo Scarpetta, capocomico, attore, sceneggiatore, artista di enorme spessore ai tempi della Bella Epoque, della bella Napoli, del teatro viscerale, quello partenopeo del ‘900.

 

Qui rido io, è un film su Scarpetta, padre del teatro napoletano in tutti i sensi: padre di figli legittimi e illegittimi, padre dei De Filippo, Titina, Eduardo e Peppino, padre dei palcoscenici più noti del napoletano, padre di una commedia dell’arte che è rimasta viva e pulsante nel corso dei secoli, specchio di uno stile teatrale credibile perché realistico, perché vero, sprezzante e introspettivo allo stesso tempo. A scarpetta gli onori di aver dato vita a personaggi emblematici, a cui lui stesso ha conferito l’immortalità.

 

Scarpetta ha fatto del suo unico grande amore la sua unica ragione di vita: ecco come il teatro, diventa lo scenario del suo privato, delle sue tante mogli, e dei suoi figli, attori come lui, formati da lui stesso. Una commedia, fatta di chiaroscuri, di alternanze di luci e ombre, contrasti e intrecci, e sullo sfondo la Napoli di un tempo, quella della “Bella Epoque” e le sue infinite contraddizioni, le sue rivincite, le sue lotte e la sua immensa bellezza.

 

Scarpetta, è interpretato dall’immenso Tony Servillo. Il film, vanta un cast notevole: Maria Nazionale, Cristiana dell’Anna, Gianfelice Imparato, Antonia Truppo, tra i principali. Un film, che non è solo il racconto di un grande artista, uno dei più grandi del panorama partenopeo e non solo, è il racconto del suo personale amore per il teatro, della maschera di Felice Sciosciammocca e dei suoi successi, ma anche delle sue battaglie: nel 1900, Scarpetta decise di mettere in scena una parodia di un’opera di D’Annunzio, ma alla prima, il pubblico lo fischierà e verrà trascinato in tribunale per plagio. E’ la lotta di un artista e della sua famiglia, delle mille crepe esistenti nei loro legami ma anche della forza che li unisce, fino alla fine.

Qui rido io, è un omaggio ad un grande interprete, padre biologico di tati artisti, rinnegato, odiato ed amato.

Festival di Venezia: Leone d’oro per la carriera a Roberto Benigni

Roberto Benigni
Leone d’oro alla carriera per Roberto Benigni

Leone d’oro alla carriera per Roberto Benigni: il riconoscimento all’attore, regista e sceneggiatore italiano più versatile di tutti i tempi. La decisione, è stata presa dal Cda della Biennale di Venezia, presieduta dal direttore Alberto Barbera. Quest’ultimo, descrive Benigni come un interprete unico, che nell’arco della sua carriera, ha saputo legare tradizione e innovazione, trionfando sui palcoscenici dei più grandi teatri, rivoluzionando il piccolo e il grande schermo, con la sua eccelsa bravura, con la sua gioia esplosiva, con l’amore con il quale si è concesso al suo pubblico, che l’ha amato, da sempre. Le sue interpretazioni sempre superlative, erano piene di ilarità, a tratti satiriche, forti e impattanti.

 

Roberto Benigni, ha collaborato con registi come Fellini e Garrone, ed è stato lui stesso regista ed interprete di film che hanno raccontato la storia, la verità, la bellezza. Nel panorama dei più grandi interpreti italiani, Roberto Benigni, si è contraddistinto per il so eclettismo, per la sua grandezza, per il suo amore per la letteratura, per la sua interpretazione, sempre alta, vera e dissacrante allo stesso tempo. La sua carriera, è costellata di riconoscimenti e premi di importantissimo valore: primo fra tutti, l’Oscar per “La vita è bella” (1999), consegnatogli da Sofia Loren. Benigni riceve il premio per il miglior film e miglior attore. Un trionfo, che viene ancora ricordato dal nome sventolato dalla grande Sofia partenopea, che grida commossa e gioiosa il suo nome, e da lui, il più grande interprete di tutti i tempi, in piedi sulle poltrone rosse, che raggiunge la dea del cinema italiano, saltellando gioioso.

 

Fu quello, un plauso internazionale rimasto nella storia, cosi come il discorso di ringraziamento dell’attore, che tra sorrisi e commozione, scusandosi per la pronuncia del suo inglese, dedica il premio a sua moglie, l’attrice Nicoletta Braschi. Accadeva allora, ed accade oggi, alla settantottesima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, dove un Benigni ancora esplosivo e carismatico, fa il suo discorso impugnando il leone d’oro. Ringrazia, dichiarandosi onorato, e dedica il premio, ancora una volta a sua moglie, che lui stesso descrive come una donna straordinaria dall’enorme talento: “Io prendo la coda, tu sei le ali”, riferendosi al leone, che è in realtà suo.

 

Un Oscar, quattro David di Donatello e quattro Nastri d’argento, Globo d’Oro alla Carriera e diverse Lauree ad Honorem, che testimoniano la grandezza di un interprete italiano, che del cinema e dell’arte tutta, ha fatto la sua ragione di vita.

Beatrice Borromeo è stata definita la regina dell’eleganza

Beatrice Borromeo
Beatrice Borromeo: tra le reali, la più elegante

Beatrice Borromeo è stata definita la più elegante tra le reali: donna di bellezza sopraffina, modella, giornalista e conduttrice, nella sua carriera è riuscita a mettere in risalto le armonie delicate del suo corpo ed il suo talento. Figlia del conte Ferdinando Borromeo e nipote della stilista Marta Marzotto, e moglie di Pierre Casiraghi, nobile, figlio della principessa Carolina di Monaco. I legami parentali di Beatrice Borromeo, hanno scritto nel suo sangue blu, la compostezza di un’aristocrazia che è ancora oggi modello d’eleganza e di notevole raffinatezza.

 

Beatrice Borromeo, è stata una modella, tra le più belle e raffinate di tutti i tempi, e successivamente una conduttrice ed una giornalista. Appassionata di moda, si è sempre distinta per i suoi outfit, assolutamente impeccabili, rigorosi e composti, eleganti e raffinati; la sua è un’eleganza d’altri tempi, è una bellezza senza pari. E’ questa compostezza, questo rigore, questo gusto delicato e simbolico, che inquadra la Borromeo in uno spazio senza tempo, che le ha permesso di sottrarre la corona alla Duchessa di Cambridge, Kate Middleton, e alla Duchessa del Sussex, Meghan Markle.

 

Beatrice Borromeo, si è sempre distinta per la sua bellezza e per il suo gusto, per la sua capacità di giocare sui contrasti di colore, per il suo estro, che è sempre stato composto, per la scelta sempre intonata di stile, per la sobrietà e l’eleganza. Una perfetta reale, meritevole della corona.

La duchessa di Cambridge, è sempre stata impeccabile: nel suo look, nei suoi outfit, nel suo essere una reale, a tutti gli effetti, una degna futura regina, per eleganza e compostezza; eppure, Beatrice Borromeo, è per tutti, di livello superiore, una vera reale, perfetta in tutto ciò che è e che rappresenta.

 

Beatrice Borromeo, scelse per il suo matrimonio civile un abito rosa delicato di Valentino Haute Couture, mentre per la cerimonia religiosa, indossò un elegantissimo abito in avorio, in pizzo e veli di chiffon in seta, e un meraviglioso velo, della collezione di Giorgio Armani. Uno stile senza pari, che la reale, ha conservato nel corso del tempo. La rivista Tatler, la definisce una donna d’altri tempi, una bellezza rara. Oggi, Beatrice Borromeo, è il volto di Dior, e di una famosissima azienda di gioielli di cui, è testimonial.

E’ una donna legata al suo lavoro, con diverse passioni, tra cui quella della moda, innamorata della sua famiglia. Dal matrimonio con Pierre Casiraghi ha avuto due figli, per cui oggi, la Borromeo, è moglie madre e donna di successo, un esempio di signorilità e grazia.

I Ferragnez sotto il sole d’agosto, a Capri

 

La coppia più glamour del momento, è approdata nel mare azzurro di Capri: i Ferragnez, si tuffano nel blu della costiera amalfitana, assaporando la bellezza di una delle perle del Mediterraneo. La coppia, è arrivata al largo di una delle coste più suggestive d’Italia, a bordo di un lussuosissimo yatch, l’Ethna, per costeggiare prima l’Isola d’Ischia e poi quella di Capri. L’influencer, Chiara Ferragni, ha regalato sorrisi e scatti del mare azzurro della costiera amalfitana e delle sue due isole più belle. Baci e carezze e sullo sfondo un cielo immenso che si riflette in un mare straordinariamente azzurro, nel quale si innalzano gli storici Faraglioni, monumentali e imponenti per la loro bellezza.

 

Tuffi e relax, e passeggiate per le vie del centro dell’isola, dove la coppia, ha assaporato le antiche prelibatezze campane. Cena al ristorante “Da Paolino”, dove i Ferragnez, sono stati accolti con calore dal proprietario e dalle sue nipoti. La cena a base del profumo di limoni, e una torta preparata a sorpresa per festeggiare la venuta della coppia; il tutto, accompagnato dal sottofondo di un mandolino, che ha addolcito l’atmosfera, rendendola ancor più romantica.

 

Per tutta la sera, la coppia, ha cenato in allegria, postando storie e selfie con il personale e i fan che erano sul posto. Vacanza romantica a Capri, insieme ai figli Leone e Vittoria e alle sorelle delle nota influencer con i loro compagni. Non sono mancate le critiche per l’outfit scelto dalla Ferragni, che ha indossato un reggiseno paillettato argenteo, di forma tonda e un paio di jeans. Un look, che per molti era inappropriato e di poco gusto. Ma la nota influencer non ha risposto, né lanciato messaggi: ha goduto della bellezza dei paesaggi, del mare azzurro, delle insenature, delle calette e dell’immensità data dalla bellezza delle due isole campane.

 

Nei mesi scorsi, la nota influencer, si è fatta promotrice di una campagna a pro delle vacanze italiane: ha spinto i suoi fan a non lasciare la bella Italia per l’estate, al fine di rilanciare l’economia del Paese, che è stata schiacciata dall’emergenza Covid. Prima tappa nella costa ligure, a seguire quella Smeralda della Sardegna, per poi arrivare alla meravigliosa Campania e alle sue isole, che profumano di limoni, di tradizione, di antico, di sapori buoni, di bellezza. Una vacanza tutta italiana, alla scoperta delle terre nostrane che sono perle preziose e rare amate da tutto il mondo.

E’ morta Nicoletta Orsomando: la storica “signorina buonasera” della Rai

Nicoletta Orsomando
Nicoletta Orsomando è stata una storica signorina Buonasera

E’ stata la più famosa delle “signorine buonasera”, tra tutte, l’annunciatrice più amata: Nicoletta Orsomando, debuttò nei primi anni ’50, quando la tv era un lusso per pochi e per seguire gli annunci, bisognava entrare nei negozi di elettrodomestici. E’ stata la regina della tv in bianco e nero, elegante, accogliente, impeccabile. Il suo garbo e la sua gentilezza, la resero famosa: Nicoletta Orsomando era l’incarnazione della professionalità, dell’eleganza e della sobrietà; signora di un tv senza tempo, una tv di spessore, di cui lei era l’annunciatrice ufficiale.

 

Di origine campana, era nata in provincia di Caserta, è stata spinta da suo padre Giovanni Orsomando, clarinettista della banda della fanteria, che a seguito di questa esperienza, si diploma a Napoli e scrive il suo primo brano che chiamerà “Annina”, perché dedicato alla moglie. Nicoletta inizia dal teatro, ma poi decide di seguire un corso di dizione per valorizzare la sua voce; inizia a fare dei provini e viene scelta dalla Rai. E’ cosi che comincia la sua carriera, nella quale si possono annoverare diverse importanti apparizioni, come annunciatrice e presentatrice, per diverse importanti trasmissioni. Siamo a cavallo tra gli anni ’50 e ’60, quando la Orsomando viene chiamata a presentare il Festival di Sanremo, proprio grazie al suo background di esperienze canore.

 

Presenta successivamente “Un disco per l’estate” e poi un programma dedicato agli animali e diverse rubriche. Ha girato un paio di film, di cui uno per la regia di Mario Monicelli, ed è stata ospite di diversi programmi Rai. Una carriera ricca, nella quale è passata dall’essere annunciatrice a conduttrice ad attrice fino ad ospite. Nicoletta Orsomando, durante tutto l’arco della sua vita, non è mai stata dimenticata per il suo savoir faire, per la sua bellezza, la sua signorilità, la sua gentilezza. Una donna appartenente ad un’epoca che non c’è più, ad una tv, che si è trasformata, di cui lei stessa, affermava di sentire la mancanza.

 

Il suo primo annuncio, è stato quello del programma sul National Geographic, aperto con “Signore e signori, buonasera”, una frase, che era una sorta di formula magica, per lei un vero e proprio elemento di riconoscimento. Viene ricordata da colleghi ed amici, tra cui Barbara D’Urso, Caterina Balivo e Pippo Baudo, che nel suo messaggio di cordoglio, la descrive come una vestale della tv. Era questo Nicoletta Orsomando, non solo una conduttrice, ma anche una donna amata dal suo pubblico.

Gianfranco D’Angelo si è spento: il mondo dello spettacolo commemora l’attore

Ginafranco D'Angelo
E’ morto Gianfranco D’Angelo, l’attore e cabarettista

Una vita piena, quella vissuta da Gianfranco D’Angelo, attore romano di grande calibro e icona degli anni settanta. Avrebbe compiuto 85 anni il prossimo diciannove agosto: una vita e una carriera ricchissima, costellata di importanti successi, nei quali, l’attore, ha confermato la sua eccellenza ed il suo enorme talento. Gianfranco D’Angelo era capace di bucare lo schermo, di restare nell’immaginario visivo dello spettatore, grazie alla sua capacità di imitare, interpretare, mimare; un attore comico, un mimo, una maschera, un volto caratterista, capace di bucare lo schermo. Esplosivo, ma riservato allo stesso tempo riservato rospetto al suo privato: nessuno era a conoscenza della sua malattia, Gianfranco D’Angelo si è spento in silenzio, lasciando il mondo dello spettacolo nello sgomento.

 

Commenta il suo collega Ezio Greggio, che ha postato su Instagram uno stato, nel quale ha commemorato l’attore e l’amico. Per il noto conduttore di Striscia la Notizia, D’Angelo, ha rappresentato un vero e proprio riferimento: dai tempi del Drive In, al cabaret televisivo, alla conduzione di Striscia. Una carriera ricca e piena, sempre in up, fatta di nuovi inizi, che sono stati per D’angelo come rinascite. Una tv che è cambiata, nel tempo, nella struttura, nella presentazione, nei palinsesti e nei programmi; con il tempo è cambiata anche la comicità, l’approccio al pubblico, e il modo di essere attore del piccolo schermo, ma D’Angelo, è rimasto nel tempo un’icona, insieme a quell’entourage di colleghi, che negli anni settanta hanno costruito la loro carriera, restando delle pietre miliari della televisione italiana.

 

Gianfranco D’Angelo è stato uno dei protagonisti del Bagaglino, attraverso il quale, ha debuttato in tv, confermandosi immediatamente come grande attore; successivamente, è stato tra i protagonisti di Drive In, di Antonio Ricci, nel quale, era spesso affiancato da Ezio Greggio; è passato poi alla conduzione di Striscia ed è spesso stato ospite di numerosi programmi tv della Rai e di Canale 5. Ha girato un film dal titolo “Viva gli sposi”, ultima tappa della sua carriera. E’ stato un doppiatore, un cabarettista, un attore comico, una maschera, un interprete di grandissimo livello. Lui stesso, aveva commentato qualche tempo nel salotto della D’Urso, di essere felice della sua carriera, e di voler ancora fare, perché di energia ne aveva ancora tanta.

 

Ora, il mondo dello spettacolo piange la perdita di un attore e di un grande amico: Non solo Greggio, ma diversi altri che hanno collaborato con lui nel corso degli anni, e che da lui hanno potuto avere lezioni di umiltà e grandezza allo stesso tempo. Una malattia fulminante, lo ha strappato alla vita in poco tempo, ma non dal cuore di chi lo ha amato.

Elisabetta Gregoraci non è stata scelta per presentare Honolulu

Elisabetta Gregoraci
Honolulu non sarà condotto da Elisabetta Gregoraci

Elisabetta Gregoraci, non è stata scelta per “Honolulu” il programma per cui era in lizza come presentatrice. La nota conduttrice e attrice, è stata soppiantata da Fatima Trotta, considerata dalla Mediaset più adatta al format del nuovo programma comico, che andrà a sostituire l’amato “Colorado”. La Gregoraci sembra aver dimostrato il suo dissenso rispetto alla scelta fatta dall’azienda, che ha preferito la Trotta per la sua lunga esperienza a Made in Sud, che le ha fatto guadagnare popolarità e consensi. In questa tipologia di format, la Trotta è perfettamente a suo agio, per cui, per un programma nuovo come Honolulu che però conserva la stessa struttura di Colorado e di Made in Sud, la Mediaset ha preferito puntare su una certezza.

 

La Gregoraci ha vissuto diversi anni sulla cresta dell’onda: diversi anni alla conduzione di Made in Sud, l’esperienza cinematografica di “Ammen” e “Aspromonte”, e poi la partecipazione al Grande Fratello Vip, che ha apportato un notevole cambiamento alla sua vita privata. Un salto dopo l’altro quello della Gregoraci, che anche negli ultimi tempi era tornata sul piccolo schermo con la conduzione di Battiti live. Inoltre, aveva ricevuto diverse proposte lavorative e si dichiarava pronta a tornare sul piccolo schermo, alla conduzione di un programma tutto suo. Un rifiuto dunque, che non cambierà la sua carriera, ma che ha adombrato la conduttrice.

 

Honolulu, andrà in onda su Italia Uno, in autunno: il programma avrà la stessa impronta di Made in Sud e Colorado, ma avrà un’impostazione più contemporanea, perfettamente in linea con i nuovi format televisivi. Sarà un programma fresco, e ricco di novità. Fatima Trotta, che aveva condotto Made in Sud con Stefano De Martino e che aveva avuto al suo fianco anche la stessa Gregoraci, era assente da più di un anno: questo dunque, può essere il suo momento per tornare alla ribalta.

 

I nuovi palinsesti programmati per il 2020/2021, dalla Mediaset e dalla Rai, prevedono diverse novità, sia nella struttura dei programmi preesistenti, che nella scelta dei nuovi format da proporre. Anche i cambi di conduzione, che entrambe le aziende hanno operato, apportano una novità all’impostazione del programma stesso, nella proposta di nuovi volti e nuovi approcci. Lo stesso per le serie tv e le stagioni cinematografiche che replicheranno e per quelle che continueranno nel prossimo autunno.

 

La tv dunque, cerca di raccogliere le novità e di miscelarle alle certezze che per l’appunto, hanno raccolto audience negli scorsi anni: programmi sicuri e novità insieme, per emozionare e divertire allo stesso tempo.

Maria De Filippi cambia il format di U&D: alla ricerca della vita reale

Maria De Filippi
Maria De Filippi: cambiamenti a Uomini e Donne

Il prossimo settembre, si riaprirà la stagione televisiva: i palinsesti 2021/2022, vedranno alternarsi programmi diventati istituzionali, a nuove proposte, cambi di conduzione e nuovi format. La Mediaset in particolare, ripropone il programma Uomini e Donne, condotto da Maria De Filippi: stessa struttura, stesso format, ma con una nota differente. Da quest’anno, i tronisti saranno scelti in base ad altri criteri. E’ stata proprio la De Filippi a volere questo cambiamento. L’idea del corteggiamento in tv, da cui nasce l’idea del trono, prevedeva di riportare sul piccolo schermo la vita reale. Questo tipo di impostazione è scaduta nel clichè nel corso degli anni.

 

La stessa conduttrice, Maria De Filippi, ha dichiarato in un’intervista sul settimanale “Oggi”, di volere un elettricista che lavora sui tetti, qualcuno che appartenga alla vita vera. Negli ultimi anni infatti, tronisti e corteggiatori, rispecchiavano un modello preciso, quello dell’influencer, che attraverso i social, crea di sé un’immagine ben precisa. Sedeva sul trono chi era alla ricerca di followers, qualcuno di bella presenza, particolarmente popolare. Questo prototipo, è stato in parte creato dagli stessi ideatori del programma, che nell’immagine del tronista, vedevano l’influencer, qualcuno, potente nel web, sui social.

 

Per diversi anni, il programma è andato avanti calcando questa falsariga, quella di creare attraverso il programma stesso e il gioco del corteggiamento un personaggio. Il cambiamento parte proprio da un concetto di base: per la conduttrice Mediaset, questo tipo di format concettuale, non è più proponibile. E’ la vita vera quella che va portata sul piccolo schermo, quella di ragazzi e ragazze semplici, che desiderano partecipare al programma, mettendosi in gioco. Non si cerca più il tronista popolare, con più like o followers, ma persone semplici, con una vita normalissima. Sconosciuti dunque, che non ammicchino alla telecamera, che attraverso il programma di Uomini e Donne, potranno fare un’esperienza diversa nella loro vita.

 

La scelta di Maria De Filippi, nasce da un concetto preciso: secondo la conduttrice, i social vanno utilizzati se rappresentano una fonte di guadagno. Gli influencer ad esempio, necessitano dei social, perché, è attraverso di essi che si costruisce la loro popolarità e su cui si basa il loro lavoro. Una persona che non svolge il lavoro di influencer nella vita, non ha bisogno di pubblicare foto e post del suo privato; la De Filippi stessa, sostiene di non amare i social: il suo apparire costantemente in tv le è sufficiente.

Per quest’anno dunque, nel suo Uomini e Donne, tornerà la vita reale.