Poltrona Frau: nello showroom di Milano, la storia

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A tu per tu con Poltrona Frau. Cinque grandi protagonisti della collezione Poltrona Frau, nobili e intramontabili del gusto e del vivere contemporaneo, “danno del tu” dalle vetrine dello showroom di Via Durini a Milano, in zona San Babila. Archibald, Vanity Fair, Ghostfield, Chester, 1919.: modelli senza tempo parlano di sé e del sapere fare, espressioni di un percorso lungo quasi un secolo. Una storia di continuità, di qualità, di intelligenza delle mani.

Modelli che attraversano un secolo, e ne interpretano i cambiamenti. Dal 1912, anno di creazione del Chester, al 2011, anno di nascita di Ghostfield, rivisitazione in chiave contemporanea del Chester ad opera di Paola Navone. E fanno tappa nel 1919, con l’omonima poltrona, la bergère per antonomasia, nel 1930 con la Vanity Fair, icona di Poltrona Frau, e nel 2009, con Archibald, disegnata da Jean-Marie Massaud e diventata in brevissimo tempo protagonista di fama internazionale degli anni zero del 2000.


Cinque vetrine per cinque prodotti. Close up di dettagli della lavorazione stampati su gigantesche tele semitrasparenti che fanno da sfondo al prodotto, quello vero. Protagonisti assoluti sono le finiture, le impunture, i particolari che sottolineano la Pelle Frau. Per raccontare al meglio la sapienza e la cultura che c’è dietro. Perché è proprio da questi particolari che si riconosce la migliore qualità italiana.

Marchio internazionale del design, dell’eleganza e della perfezione Made in Italy. Dal 1912, nell’immaginario collettivo, il nome Frau rimanda immediatamente all’idea di qualità e di design applicati all’arredamento, e alle sedute in particolare. Un nome, così caratteristico ed associabile in un primo tempo a sonorità tedesche, che invece è semplicemente quello del fondatore dell’azienda, il cagliaritano Renzo Frau, e che nel tempo ha saputo farsi testimone anche oltre i confini nazionali dello stile e della qualità “Made in Italy”. Numerosi sono stati i momenti salienti nella storia di Poltrona Frau e tutti hanno contribuito in qualche modo a creare il mito dell’azienda nata a Torino e ora cittadina del mondo.