Auto d’epoca: un sogno intramontabile per grandi e piccole tasche

di Giulia Ferri 3

Il fascino senza tempo di un’auto d’epoca: il motore che ha già macinato mille e mille miglia non da il minimo segno di voler cedere, le cromature dei paraurti e dei fanali che brillano al sole, le forme classiche e austere che rimandano a epoche passate.

Epoche lontanissime dalle odierne automobili 5 stelle Euroncap o a basso impatto ambientale, ma così vicine per ogni singolo particolare, ogni minuscolo bullone era frutto di un lavoro mirato a un’efficienza durevole. Eppure capita sempre più spesso di vederle sfrecciare ancora, in tutto il loro splendore senza tempo, a dispetto dell’era usa e getta, in cui il valore commerciale di qualsiasi cosa facilmente deperisce all’avvento di un “nuovo modello”.

La passione e l’interesse acclamato intorno alle auto d’epoca è diffusa e palpabile.

I segnali provengono dappertutto: dai restyling di auto moderne che ricordano modelli storici, dalle auto “pimpate” che lasciano i garage polverosi, dalle numerose manifestazioni, i raduni e i mercati dell’auto retrò.

Forse è il caso di chiedersi se quel vecchio maggiolino cabriolet di papà o quella vespa coperta da un lenzuolo di nonno, non siano solo dei “cimeli” di famiglia, ma oggetti di considerevole valore. Anche perché bisogna considerare che un’auto diventa d’epoca a 30 anni di vita e gode di agevolazioni fiscali e deroghe alle direttive Euro in materia di emissione di gas inquinanti.

Ovviamente per ogni modello c’è un valore che non si può stabilire a priori.
Ci sono diverse variabili da considerare. Non solo le condizioni generali in cui versa.

Un pessimo stato di carrozzeria o un prolungato periodo di amovibilità avatica costituisce una lacuna colmabile da un buon restauro. Ma l’originalità dei “pezzi, ovvero dei componenti originali di fabbrica, la dicono lunga sul valore economico dell’auto. Bisogna aggiungere che l’auto d’epoca è una passione che conta molti collezionisti. Questo costituisce un valore aggiunto che coinvolge gli affetti e quindi l’incontro tra la domanda e offerta può raggiungere somme considerevoli.

In linea di massima, le quotazioni partono da prezzi davvero abbordabili.

Dai 2000 – 3000 euro per la “vecchia” FIAT 500 o una Citroën 2 CV, ai 5000 – 10 000 euro (se cabriolet) per i Volkswagen Maggiolino, fino ad arrivare a cifre da capogiro per auto d’epoca di cui si contano pochissimi esemplari al mondo.

Scontato dire che il Cavallino Rampante è in cima a ogni record, battuta esclusivamente da una Bugatti Type 41 Royal Sports Coupe del 1931, venduta per oltre 8 milioni di Euro.

La Ferrari d’epoca più costosa, infatti, è la 330 TRI/LM Testa Rossa del 1962, battuta all’asta di Maranello per una cifra che ha sfiorato i 7 milioni di Euro. Seguita da un’altra auto da corsa della scuderia rossa: Ferrari 340/375 MM del 1953 . Un posto d’onore anche per la mitica Ferrari GT 250 del 1959.

Anche se – opinabile – l’auto d’epoca per eccellenza, scolpita nell’immaginario collettivo, spetta al marchio Rolls-Royce. Chi non ha mai sognato di fuggire con una Silver Ghost inseguito da quattro gangster in una Phantom III?

Le foto dei modelli qui menzionati sono riportati nella photo gallery.

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