Shanghai 2010: Abruzzo da 40 mila presenze giornaliere

di Giulia Ferri Commenta

L’Italia ha fatto bene a partecipare all’Expo’ sia per la circostanza, tutt’altro che trascurabile, che oltre 70 milioni di visitatori l’hannno frequentato nell’arco di sei mesi sia per il fatto che nel 2015 sara’ proprio il nostro Paese ad ospitare l’Expo’ universale. Come Regione Abruzzo abbiamo avviato contatti con la Camera di Commercio di Shanghai ed entro fine mese arriveranno dalla Cina decine di buyers, incuriositi dalle bellezze naturalistico-ambientali, archeologiche e storiche dell’Abruzzo e dalle nostre prelibatezze enogastronomiche

Parola dell’assessore alle Politiche Agricole, Mauro Febbo che al Report Shanghai 2010 che si è tenuto a Montesilvano, in provincia di Pescara, alla presenza di vicepresidente della Regione ed assessore allo Sviluppo Economico, Alfredo Castiglione, il presidente del Centro Estero delle Camere di Commercio abruzzesi, Daniele Becci, e il responsabile commerciale di Zte Italia, Fabio Di Marco, delineano un quadro positivo oltre ogni più rosea aspettativa.

L’Abruzzo sa che tra le eccellenze viste al Padiglione italiano figura tra quelle che si sono distinte. E non è poco per un Padiglione Italia che ha saputo inanellare un successo dietro l’altro, un evento meglio dell’altro.

L’Abruzzo ha 2 facce della stessa medaglia che ha voluto mostrare senza falsi vittimismi e senza alcun opportunismo. Una prima faccia che mostra le pietanze della cucina abruzzese proposta dallo chef Luca Mastromattei e i vini pregiati del Montepulciano e Trebbiano d’Abruzzo. L’altra faccia che riporta i ricordi a quel tragico 6 aprile 2009 che devastò la città dell’Aquila riducendo il capoluogo abruzzese in un cumulo di macerie.

Ma l’abruzzo non era a Shanghai solo per mostrare le immagini del sisma. Immagini che tra l’atro conosciamo benissimo e che anche il mondo ha compianto insieme al nostro paese. Nello stand Abruzzo c’era qualcosa di più. Una speranza, un filo diretto verso la salvezza e i soccorsi. Si chiama C.A.S.E. ed è un progetto che insieme a Telecom Italia ha sviluppato un sistema in banda larga che prevede una rete capillare di fibra ottica per la gestione degli eventi sismici.

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