La torre pendente di Abu Dabhi strappa ilo guinness alla Torre di Pisa

di Giulia Ferri Commenta

E’ in fase di ultimazione ad Abu Dhabi la costruzione del Capital Gate già divenuto famoso per aver strappato il guinness dei primati alla celeberrima Torre di Pisa per lo stato d’inclinazione rispetto al piano perpendicolare.

Quella della pendenza è forse l’unica attinenza tra le due torri che però hanno in se la magnificenza del fuori ordinario.

Se infatti la Torre di Pisa è uno delle opere d’uomo più famose al mondo, la cui pendenza non fu dettata da un capriccio ma dal terreno argilloso sottostante, il Capital Gate è stato appositivamente progettato per la dispersione del riscaldamento da parte dei raggi solari.

Una regola è d’obbligo: la verticale che passa per il proprio baricentro deve cadere all’interno della base di appoggio.

Per far ciò il grattacielo di Abu Dhabi – che con i suoi 35 piani è alto 160 metri – è stato costruito per i primi 12 piani con andamento perpendicolare per poi assumere l’inclinazione record di 18 gradi.
Contro i 5 gradi della Torre di Pisa.

In pari passo dell’ultimazione del grattacielo pendente sta crescendo l’idea diffusa che il Capital Gate rappresenti l’emblema dell’aspetto modermo degli Emirati Arabi, che già da qualche decennio ha avviato una politica di costruzione edilizia che come cattedrali nel deserto si propongono di godere di autonomia energetica e di sfruttare i venti e il caldo del deserto per rendere sostenibile il costo di gestione.

Secondo il presidente dell’ Adnec, il sultano Bin Tahnonn Al Nahyan, il Capital Gate trasmette tutta la capacità degli Emirati di guardare al futuro.

Bisogna considerare infatti che trattandosi di migliaia di tonnellate il modello inclinato è quello più difficile da dover progettare.

Per far ciò l’equilibrio del grattacielo è affidato a uno scheletro interno costituito da 15 mila metri cubi di cemento rinforzato con oltre diecimila tonnellate di acciaio e inclinato in direzione opposta rispetto alla costruzione.

Questo genera una contrapposizione di forze che assicurano la stabilità.

Ma non è tutto:
Uno speciale rivestimento esterno a nido d’ape, denominato diagrid, è stato appositivamente studiato per assorbire e canalizzare le sollecitazioni provenienti dagli agenti atmosferici e dai movimenti sismici, oltre che al supporto dei carichi gravitazionali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

 

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.