Lago di Como, le ville “gioiello” conquistate dai nuovi imprenditori russi.

di Marco Santaniello Commenta

Il mondo intero, soprattutto in questi ultimi anni, ha potuto constatare che la potenza economica dei nuovi imprenditori russi, vedi personaggi del calibro di Roman Abramovic, diventato famoso ai nostri occhi per la clamorosa acquisizione del club calcistico del Chelsea F.C., è una realtà presente e che si afferma sempre di più. Ne sa qualcosa la città di Como che è diventata meta di ricchissimi signori russi che si stanno accaparrando tutte le ville più ricche e più belle della zona. Girano con valigie traboccanti di banconote, roba da film.

Le ville in questione sono letteralmente sette “gioielli” , situate nei pressi del famoso lago di Como, il cui valore oscilla tra i 4 milioni e i 35 milioni di euro.

I nuovi amanti del lusso italiano, i nuovi “zar” sono Arkadj Novikov, 46anni, il più grande imprenditore nel campo della ristorazione moscovita e nuovo proprietario della prestigiosa villa Fontanelle, un tempo posseduta da Gianni Versace, e da tempo corteggiata anche dal nostro presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Ancora abbiamo Oleg Bojko, 44anni, il re dei casinò russi; Nurlan Kapparov, 38 anni, vice ministro dell’energia del Kazakhstan; Mikhail Kusnirovish, 42 anni, proprietario dei grandi magazzini di lusso Gum, siti nella Piazza Rossa e che vende molti brand italiani.

La “nostra” russa, Natasha Stefanenko, che conduce il programma Italian’s Next Top Model su Sky, ha dichiarato, sull’argomento, che nessuno di questi nuovi magnati è nato ricco ma lo sono diventati solo negli ultimi 15 anni. Probabilmente più che con mezzi economici, i nuovi zar si sono arricchiti tramite mezzi politici: accaparramento di frutti del lavoro altrui grazie al potere politico e alle false privatizzazioni ( dice Alessandro Vitale, esperto di Russia ).

I nuovi paperon de paperoni, secondo fonti certe, non verrebbero in Italia solo per investire ma anche per mettere le radici e lasciare la Russia, probabilmente anche creando un’attività nel nostro bel Paese.

In questi tempi di economia nera, ben vengano i nuovi zar che evidentemente sono un po’ stufi del gelo della loro patria.

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