Swarovski e diamanti per i jeans Key Closet

di Valeria Douglas 1

Al bando i jeans anonimi, senza anima e da pochi euro. Portatori di un passato da ricordare, certo, soprattutto per i nostalgici senza possibilità di recupero, ma poco adatti per le occasioni più “in”. Perché per gli appuntamenti più importanti, dire che sarebbero perfetti quelli realizzati dall’azienda di Los Angeles Key Close, nata due anni fa grazie a Michael Hong, è davvero poco. Il loro punto di forza? Quello di essere probabilmente tra i più costosi e preziosi jeans mai prodotti fino a oggi. Meraviglia delle meraviglie allora, e di fronte a ciò ci inchiniamo.

Annunciata lo scorso giugno, la linea Key Close ha trovato in poco tempo un buon riscontro forse inaspettato in merito alla sua rapidità, nonostante le prime impressioni negative dei più scettici.

Il segreto di tanto successo potrebbe esser rapportato a un mix esplosivo: il denim scuro di ottima qualità, la tessitura manuale che richiede almeno due giorni di lavoro. E ancora, i decori e le oltre mille applicazioni in cristalli swarovski che regalano affascinanti disegni sul fronte e sul retro, i rivetti posteriori in oro, i due diamanti da un carato l’uno incastonati nelle tasche. Una costosa parure su un pantalone.


Su tutto e tutti, trionfa il costo per taluni – anzi, molti – improponibile ed esagerato: si parla di diecimila dollari per questa collezione che si rivolge a lui, a lei, e anche al vostro amico a quattro zampe. Questa sì che è giustizia, seppur folle.

Nati dunque per una fascia di clientela facoltosa e amante del lusso, i jeans Key Closet nascondono tra tanta ricchezza anche un cuore generoso. Interessante è infatti l’iniziativa benefica dell’azienda che donerà il 30 per cento dei ricavi per la costruzione di una scuola per bambini a Kampala, in Uganda, in collaborazione con la chiesa Presbiteriana.

Quando si dice “essere belli e bravi”.

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