Riapre il ristorante Aragvi di Mosca frequentato dalle spie

di Sara Mostaccio Commenta

Aperto nel 1938, il ristorante Aragvi di Mosca era frequentato dalle spie del KGB: oggi riapre i battenti e si trasforma in un ristorante di lusso.

Risale al 1938 il ristorante Aragvi di Mosca frequentato dalle spie che riapre i battenti proponendosi come uno dei ristoranti di lusso più interessanti della grande città russa dalla storia ricca e tormentata. Nei tardi anni Trenta si profilavano all’orizzonte foschi scenari e la reputazione del ristorante Aragvi era legata a doppio filo a quella dei personaggi che lo frequentavano.

Costruito con la direzione di Lavrenty Beria, a capo della sicurezza sotto il governo di Stalin, era frequentato dagli ufficiali dell’agenzia NKVD, poi KGB. Solo durante gli anni Sessanta, in un clima di maggiore libertà, divenne ritrovo di artisti e scrittori.

Tuttavia è sempre rimasto un locale di lusso, non tutti potevano permettersi un pasto nell’esclusivo ristorante e anche solo menzionarne il nome, affermando di frequentarne i luoghi, era sintomo di grande distinzione sociale.

Il locale diventò privato nel 1991, dopo le lunghe vicende che hanno portato alla caduta dell’Unione Sovietica, e ha continuato a cambiare proprietà fino alla sua chiusura, avvenuta solo nel 2003. Oggi aspira a tornare il ritrovo di lusso che fu nel passato, aprendosi a frequentazioni molto meno inquietanti e assai più mondane.

Il suo nome resta invariato, Aragvi è stato preso a prestito da un fiume georgiano e alcuni piatti della tradizione georgiana saranno proposti nel menu, come i ravioli di carne khinkali e il pane di formaggio khachapuri.

Invariata anche la location, tutti gli ambienti conservano volutamente le influenze sovietiche così come l’atmosfera di lusso originaria. Il ristorante infatti resterà di alto livello, per rispettare la tradizione e proporre in città una cucina di alto profilo in ambienti dalla memoria storica spiccata.

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