La cravatta Marinella arriva a Parigi

di Valeria Douglas 3

Dici Marinella e pensi alla cravatta per eccellenza made in Italy. La maison Marinella di Napoli è infatti da anni il punto di ritrovo per gli appassionati degli accessori maschili declinati in vari modelli. Collezioni continuamente aggiornate e in movimento.

Un debutto che risale nel 1914, le prime cravatte presentate nello showroom in Piazza Vittoria per un concetto di eleganza e lusso che ha conquistato numerosi nomi: Gabriele D’Annunzio, tutti i Kennedy, Luchino Visconti ( le sue preferite, quelle rosse e blu sfoderate) e Aristotele Onassis con la sua preferenza per il total black.

Un successo composto da tanti ingredienti – come le sete stampate in antiche stamperie inglesi e le creazioni personalizzate – che, nel corso di questi anni, non poteva non essere celebrato anche all’estero. E così, per abbattere i pochi confini rimasti, ecco le cravatte della sartoria napoletana arrivare davanti alla Tour Eiffel.


L’omaggio è avvenuto proprio nella romantica Parigi dove – basti pensare – lo stesso presidente francese Nicolas Sarkozy ne è un appassionato. E non potendo partecipare di persona alla cerimonia tenutasi nell’Hotel George V, ha cercato comunque di dimostrare il proprio affetto inviando un biglietto al presidente dell’azienda, Maurizio Marinella.

Quanto alla nuova collezione appena presentata, è a nove pieghe, più lunga e foderata. Tre ore di lavoro artigianale per ogni cravatta, pronta a impreziosire i colli degli uomini più importanti al mondo come ha spiegato il Sig. Marinella:

Un prototipo di questa cravatta è nato nel 1940. Era una cravatta sfoderata, senza interno, tagliata sulla diagonale nel classico tessuto square, molto ricca in tessuto, morbida, senza fodera ma con un problema: era un po’ corta. Andava quindi portata solitamente sotto il gilet. Ho finalmente visto qui a Parigi un nuovo entusiasmo verso Napoli e la Campania, dopo il terribile periodo che ci ha resi tristemente noti nel mondo. Il vento è finalmente girato.

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