Manhart MH7 400d, in arrivo un diesel con i fiocchi

di Sonia Pesce Commenta

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Alzi la mano chi ama il lusso e che pensa che i motori diesel, ormai, sono agli sgoccioli della loro esistenza. Certo, sul lungo periodo sarà effettivamente così, più o meno, ma per il momento ci sono diversi cultori di tale motorizzazione e amanti del lusso che sono affascinati da quanto riescono a fare i preparatori.

Manhart, ad esempio, ha provato a fare un po’ di test e prove, quasi per gioco, avendo come base una Bmw 740d xDrive. Cosa ha combinato? Ha scelto di applicarvi la propria centralina Ecu che è stata rimappata, in compagnia di uno speciale kit turbo, in maniera tale da aumentare la potenza.

Ecco spiegato il motivo per cui il risultato finale è un agglomerato di potenza unico. Infatti, grazie a queste particolari modifiche, si è riusciti a garantire al 3.0 turbodiesel a sei cilindri in linea di raggiungere i 405 cavalli e 790 Nm di coppia massima.

Stesso discorso e stessi benefici sono arrivati anche alla trasmissione automatica a otto rapporti, con tanto di convertitore di coppia, che ha subito delle modifiche tali per cui si è potuto conseguire un notevole incremento e miglioramento di prestazioni.

Il motivo è molto facile da intuire, dal momento che la MH7 400d, così il preparatore di origini tedesche ha deciso di ribattezzarla, può contare su una potenza superiore di ben 85 cavalli e 110 Nm di coppia massima rispetto alla Bmw originale.

Tra le altre modifiche da mettere in evidenza ce ne sono alcune anche di carattere meccanico, sempre realizzate da parte di Manhart. In alcuni casi hanno avuto ad oggetto il sistema di scarico, oltre che l’impianto frenante, che ha preso il posto di quello standard. In realtà, però, queste modifiche sono state lasciate come degli optional che è possibile richiedere.

Ad uno primo sguardo, è facile notare le differenze tra la Serie 7 proposta da Manhart rispetto a quella originale. Infatti, questo modello modificato si è abbassato di qualcosa come tre centimetri rispetto alla versione originale da cui deriva. Non solo, visto che va a sfruttare pure dei cerchioni Venturi da 22”, oltre che delle gomme differenziate. La struttura della vettura inevitabilmente riporta quelle che sono le colorazioni tipiche di Manhart, ovvero una tinta scura per la carrozzeria, con la presenza pure di una serie di tocchi di giallo collocati sulle prese per l’aria, ma anche sui cerchi.

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