Lladrò, le raffinate ceramiche spagnole

di Valeria Douglas Commenta

 Lladrò è una storica azienda spagnola famosa in tutto il mondo per le sue porcellane di pregio. Le ultime novità? Beh, sulla scia del San Valentino appena passato, ecco arrivare una romantica collezione sul tema dell’amore.

Occhi puntati allora su statuette che rappresentano coppie innamorate, teneri sposini abbracciati e i simboli di questo nobile sentimento come cigni e colombi bianchi.

All’interno dell’azienda, sappiate, opera uno staff composto da venti scultori, tutti impegnati nella ricerca di nuovi stili e nuove tecniche di lavorazione. Inutile dire che le porcellane Lladrò possono essere usate come soprammobile di classe o addirittura bomboniere di lusso. A voi la scelta.

Qualche dettaglio sull’azienda: Lladró ha sede a Tavernes Blanques, nella Comunità Valenciana, che produce porcellana di qualità commercializzata in tutto il mondo. L’azienda fu fondata nel 1953 dai fratelli Juan, José e Vicente Lladró nel villaggio di Almácera, presso Valencia, e produceva oggetti per la casa come vasi. Solo nel 1956 iniziò la produzione delle sculture per cui è nota oggi la manifattura, che dato il suo rapido successo, dovette trasferirsi a Tavernes Blanques già nel 1958. Fu qui che nel 1962 si installò la scuola professionale della Lladró e dove nel 1967 iniziò la costruzione del complesso della Città della Porcellana, inaugurata nel 1969. Oggi l’azienda conta più di 2.500 lavoratori.

Legato all’azienda esiste l’omonimo Museo Lladró, più di 100.000 i metri quadri che ospitano tutte le creazioni che hanno contribuito a fare la storia di questo prestigioso marchio. L’ingresso al museo è gratuito, ed è possibile effettuare percorsi guidati, in 7 lingue diverse. La collezione si compone di opere uniche di grande valore, disposte in ordine cronologico in modo da consentire ai visitatori di seguire l’evoluzione del marchio dalla sua creazione fino ai giorni nostri.

Il museo ospita inoltre una importante collezione di dipinti e promuove diverse attività culturali come conferenze e workshop. Da non perdere.

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