Hermès, i 70 anni di carré in una fiaba.

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Hermès festeggia i 70 anni di carré. Lo ha fatto con una mostra svoltasi dal 10 al 19 ottobre presso il Museo di Storia Contemporanea di Milano, al 6 di via Sant’Andrea. Hilton McConnico, ideatore della mostra, sottolinea egregiamente la fantasia e il sogno che da sempre aleggiano nel mondo di Hermès. Pensate che per la realizzazione di un solo modello di questi meravigliosi foulards, dallo studio al prodotto finito, ci vogliono quasi 3 anni di lavoro.

La Maison Hermès nacque nel 1837 come piccola bottega di finimenti da cavallo ed è oggi leader del lusso con oltre 14 linee di prodotto ( profumi, orologi, cappelli, agende, cinture, ecc.) e con circa 250 monomarca in tutto il mondo.

La mostra ha un suo percorso ben preciso, una storia, una favola che può essere decifrata dalle fantasie presenti sui carré (foulards). Una lettera che racconta una leggenda, un bambino che, camminando tra le colline, scopre un palazzo abbandonato che ospitava un’immensa gabbia intessuta con del filo di seta; al suo interno un maestoso uovo di colore rosso da cui si rivelò un Ippocampo (cavalluccio marino), di colore rubino, che subito si affezionò al ragazzino.

Lo seguì al villaggio dove venne accolto con gioia e rifocillato con miele d’api. Incuriosito dall’effetto che aveva avuto sul villaggio, l’Ippocampo decise di volare alla ricerca delle sue origini, dopo una celebrazione in suo onore con canti e nastri colorati. Dall’alto delle nuvole riuscì a vedere l’amore, la pace ma anche la guerra e l’incomprensione che animavano il nostro mondo.

Capì allora che il suo scopo era quello di unire i popoli. Nel suo viaggio scoprì molte cose: animali, piante, costruzioni. Era stanco per questa ricerca infinita; incontrò una donna che gli predisse un destino fantastico e gli indicò la strada giusta da percorrere. Volando e passando per tanti villaggi ebbe a che fare con scienziati, ballerine, poi cadde sfinito. Dormì per 3 giorni sognando un mondo colorato e in cui regnava la pace.

Questa fiaba era contenuta in una lettera che suggeriva di partire alla scoperta del mondo e di stare attenti durante questo viaggio. Il percorso fatto dall’Ippocampo è in realtà la via della seta che collega l’Oriente all’Occidente.

L’atmosfera era a dir poco surreale e la magia colpì tutti, compreso me tanto che, una volta fuori dalla mostra, non feci altro che pensare al caro Ippocampo ed alle sue buone intenzioni.

Chi volesse provare a vivere l’emozione del viaggio dell’Ippocampo può farlo tramite questo link. Buon viaggio.

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