Fedeli, l’artgiano del lusso apre un’altro showroom in via Montenapoleone

di Giulia Ferri Commenta

Autodefinrsi Artigano del lusso non è certo un’etichetta facile da indossare e più che i due showroom in via Montenapoleone – la starda dello shopping d’elite della Capitale della Moda – è il riconoscimento della clientela di un certo rango ad aver consacrato il l’azienda Fedeli come uno dei luxury brand del nostro paese.

Una filosofia che sembra provenire dal Sol Levante, ovvero la qualità a tutti i costi con l’affannosa ricerca di migliorarsi di collezione in collezione. Eppure niente è più italiano di uno stile che ebbe il suo start up nel lontano 1934 a Monza e che iniziò quasi come una sfida: essere tra i primi a lanciare la produzione dei cappelli di feltro, di gran moda proprio in quegli anni.

Eppure nel destino aziendale di Fedeli c’era un’altra svolta epocale dietro l’angolo e questa volta l’intuizione e della seconda generazione: il padre Nino intuisce che varcata la soglia degli anni ’60 ormai non c’è più uno sbocco commerciale fluente per i cappelli di feltro e si tuffa in una nuova avventura, inedita per l’Italia: Quella del cashmere.

E infatti i telai vengono comprati in Gran Bretagna così come l’immagine viene l’egata all’oltremanica: l’etichetta Red and Blue evoca le percezioni visive della Union Jack ma dietro c’è tuto lo stile e l’artigianalità che contraddistingue il Made in Italy.

Fin dal 1946, la storica boutique di via Montenapoleone 8 non si è mai spostanto tanto che due anni fa è stata riconosciuta ufficialmente come bottega storica della città. D’altronde qui è passata la ristretta cerchia di personaggi amanti del lusso autentico. E delle volte anche personaggi eccentrici come l’ex Re del Marocco che ogni anno acquistava ben 144 paia di calzettoni. E personaggi il cui stile e il saper vestire sno stati da sempre elementi caratterizzanti: da Vittorio Gassman a Mike Buongiorno, da Christian Barnard ad Anthony Quinn.

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