Entro il 2015, la richiesta di beni di lusso aumenterà in maniera esponenziale

di Redazione Commenta

Il settore del lusso accessibile in Italia rappresenta un nuovo mercato per le esportazioni del Made in Italy di abbigliamento, accessori, arredamento, gastronomia e calzature e rappresenta il 14% dell’export italiano, che secondo il 2015 salirà vertiginosamente a 13 miliardi, prendendo in considerazione anche paesi emergenti come Cina, Russia, Emirati Arabi etc.

L’aumento sarà di 3,8 miliardi rispetto al 2009, con una crescita del 46%, e tutto ciò, darà al nostro paese una spinta in più,anche perché, si prospetta una crescita delle importazioni, almeno secondo gli studi realizzati al Centro Studi Confindustria, Sace e Promoteia.

Le nostre aziende potranno crescere, anche se le piccole azienda sono un handicap per i mercati lontani … Paolo Zegna Vice Presidente di Confindustria per l’internazionalizzazione ha detto:

Il made in Italy ha un potenziale enorme. Sono andati avanti alcuni grandi marchi, ma dietro ci sono le truppe corazzate delle più piccole che hanno prodotti di qualità. stiamo lavorando a un progetto di distribuzione sulla base del franchising

La domanda di beni sarà soprattutto richiesta da Russia, Cina, India, che oltre ad aumentare le importazioni con beni di fascia medio alta di oltre il 70%.

Nel rapporto consegnato a Roma, così c’è scritto:

Una grande opportunità di crescita per le aziende italiane, anche le piccole e medie, che potranno rivolgere la loro attenzione a Paesi più vicini geograficamente, come Egitto e Marocco

Secondo lo studio condotto:

la mancanza di un elevato numero di distributori affermati a livello internazionale che facciano da vetrina per i prodotti made in Italy. Le imprese devono, quindi, affidarsi ai grandi retailer internazionali o promuovere i propri marchi attraverso la vendita diretta in loco

I consumatori di prodotti di fascia medio alta saranno soprattutto le donne, che utilizzeranno i canali d’acquisto online e spenderanno maggiormente per prodotti ecosostenibili, sia per quanto riguarda le energie che il settore alimentare.

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