Berlucchi: una monografia per i 50 anni

di Giulia Ferri Commenta

Sotto l’insegna della Franciacorta ecco un altro anniversario degno di nota: Berlucchi, l’azienda vinicola di Borgonato, in provincia di Brescia festeggia i suoi primi 50 anni di attività. Per l’occasione il Presidente della Guido Berlucchi Franco Ziliani, la giornalista e critica enogastronomica Fiammetta Fadda e lo scrittore giornalista Decio Giulio Riccardo Carugati hanno presentato presso il giardino della Sheraton Diana Majestic, lusssuoso hotel di Milano nei pressi di Porta Venezia, una splendida monografia che racconta la storia della maison attraverso le testimonianze di  Francesco Arrigoni, Daniele Cernilli, Giusi Ferrè, Fiammetta Fadda, Enzo Vizzari, Marco Sabellico, Carlo Petrini, Massimo Tedeschi e Gabriele Archetti.

Tutto inizia nel 1961 quando Franco Ziliani da il via alle prime tremila bottiglie di Franciacorta in metodo classico, come lui ama definire méthode champenoise. Scrive Giusi Ferrè:

Eccitante, non più esclusivo di momenti solenni ma abitudine felice, cresciuta con l’estro di vignaioli appassionati e visionari. Tipo quel Franco Ziliani che sognava di produrre in franciacorta un Metodo Classico, un vino raffinato che la rifermentazione in bottiglia arricchisce di profumo e bollicine.

Bollicine. Quanti miliardi di bollicine si sono sprigionate dai calici nelle nostre tavole e in quelle di tutto il mondo. Attualmente la Berlucchi produce 5 milioni di bottiglie all’anno e estende i suoi vigneti per oltre 600 ettari. Numeri da capogiro soprattutto se consideriamo che Franciacorta agli inizi degli anni ’60 viveva una dimensione di produttività assai ridotta, benchè la cultura del vino fosse millenaria.

A quel tempo in Franciacorta si produceva vino fermo e le aziende spumantistiche italiane erano improntate per lo più sul metodo Asti Spumante. In buona sostanza il metodo classico prevede una rifermentazione in bottiglia del vino base. L’altro metodo, conosciuto come Martinotti-Charmat prevede invece una rifermentazione in grossi contenitori tenuti sotto pressione.

Il merito più grande riconosciuto a Ziliani non fu solo dell’intuizione del metodo classico, ma di aver saputo dare l’avvio a una produzione in larga scala senza dimenticare mai l’obiettivo qualità.

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