Porsche: segnali di ripresa per le auto di lusso

di Giulia Ferri Commenta

Le vendite della 911, la sportiva più famosa di casa Porsche, stanno trascinando i risultati positivi di un trimetre da incorniciare: nei primi tre mesi del 2012 la casa di Stoccarda mette a segno un +29% del volume globale delle vendite, con un risvolto incoraggiante sotto il profilo occupazionale, vista l’assunzione di 725 dipendenti.

Il Presidente e CEO di Porsche AG, Matthias Müller, ha dichiarato:

Queste cifre estremamente positive sono il risultato di una linea molto precisa: siamo concentrati con coerenza su una crescita solida, sostenibile e di qualità.Grazie alla gamma di modelli più rinnovata e dinamica di tutti i tempi disponiamo di un’ottima base di partenza per proseguire in modo rigoroso questo percorso durante tutto il 2012

Porsche è considerata da tutti gli addetti ai lavori uno degli esempi più brillanti dell’industria automobilistica. A partire dal nuovo stabilimento di Lipsia, che diventerà presto un polo industriale dove verrà concentrata quasi tutta la produzione.

Sono inoltre attive strategie che mirano al raggiungendo entro il 2018 di  circa 200 mila unità nella produzione annuale. I numeri fanno ben sperare per un traguardo ambizioso che vedrà il lancio della nuova Boxster, della Cayman e della Macan, il SUV compatto diretta concorrente della Range Rover Evoque.

Nel primo trimestre 2012, Porsche ha prodotto un totale di 36.067 vetture, circa il 15% in più rispetto allo stesso periodo del 2011. Dall’inizio dell’anno lo stabilimento Lipsia sta producendo a pieno regime ed ha introdotto il terzo turno per soddisfare la crescente richiesta che ha fatto lievitare la produzione giornaliera a 450 unità.

Il direttore finanziario di Porsche AG Lutz Meschke ha commentato:

Siamo estremamente soddisfatti dei risultati del primo trimestre 2012. Manterremo costante questo successo, restando perfettamente in linea con la nostra strategia di crescita. Grazie al nostro forte cash flow possiamo sostenere il significativo aumento degli investimenti e dei costi di sviluppo per l’ampliamento della nostra gamma di modelli. E questo con un margine sul fatturato che, con il 17,5 percento, è ben al di sopra del nostro obiettivo strategico minimo del 15 percento.

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