Giocattoli e lingerie di lusso in una Russia in crisi

di Valeria Douglas Commenta

Scaffali vuoti nei negozi. Un fenomeno già vissuto più di dieci anni fa che manifesta chiaramente la crisi finanziaria della Russia dovuta ora ai problemi dell’America. Per alcuni, comunque, la situazione non sarebbe così grave. Si scopre infatti che la crisi non tocca tutti i settori. Privilegiati i negozi dediti a lusso, mentre addirittura aumentano le vendite di beni come gioielli e pietre preziose.

Una delle due facce del Paese è per esempio il nuovo negozio di giocattoli deluxe, un mondo dei balocchi per i più piccoli. Per loro, però, oggetti quansi intoccabili come bambole e macchinine da collezionismo, e prezzi soprattutto proibitivi per genitori dagli stipendi modesti. Tra i pezzi, un esemplare di Ferrari a pedali dal costo di quasi 3.000 euro. E non manca, per le bimbe che vedono il mondo in rosa, un intero reparto di animali di peluche a grandezza naturale. Tra i pezzi clou, un orso bianco e il suo piccolo dal costo di 1.000 euro.


C’è poi chi spende molto per la moda italiana, da sempre rappresentata in Russia con i grandi nomi delle passerelle nostrane. Il centro di Mosca, per esempio, vede la presenza di numerosi Department Store e negozi multibrand, come quello di Podium.
Per La Podium Company, 18 negozi; il più grande si estende su un’area di 7.500 mq divisi su tre piani e offre alla sua prestigiosa clientela una vasta gamma di articoli di abbigliamento, calzature, borse ed accessori.

E per gli appassionati di lingerie, c’è la Wild Orchid, gruppo fondato nel 1992 che oggi gestisce 216 negozi in Russia e Ucraina, con svariati nomi. Possiede inoltre 53 negozi di lusso con il marchio Wild Orchid, 156 negozi con prezzi medi sotto il nome Bustier, e sette negozi di biancheria intima maschile, con il marchio VI Legion. Per l’azienda, un fatturato annuale da 100 milioni di dollari.
E la chiamano crisi.

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