Eataly, il superstore dell’alimentazione apre a New York

di Valeria Douglas Commenta

Chiedete il meglio per il vostro palato. Per una volta, però, decidete di snobbare i classici saloni del cibo e volate verso New York dove, poche ore fa, si è inaugurata una struttura da leccarsi i baffi.

Parliamo di Eataly, il nuovo superstore dell’alimentazione italiana ispirata a Slow Food, fondato a Manhattan da Oscar Farinetti, e che vede Mario Batal come top chef newyorchese (padre italo-americano e madre inglese).

Siamo un “alimentari” con saloni per assaggi e ristoranti. Non vogliamo che si venga da noi a mangiare e basta, ma che si venga, si assaggi qualcosa, poi si faccia la spesa e si provi a cucinare a casa.

Eataly, in fondo, è anche un gioco di parole – si pronuncia come Italy ma la radice è quella di eat, vale a dire mangiare – e dopo l’esperienza torinese (bissata a Tokyo), ha aperto ieri i battenti a New York. All’inaugurazione una serie di ospiti tra cui il sindaco di New York Michael Bloomberg, quello di Torino Sergio Chiamparino e il Presidente della Regione Liguria Claudio Burlando.

Eataly sarà dunque una superficie di 5.000 metri quadri davanti al Flatiron Building, all’angolo tra Fifth Avenue e 23esima Strada, un ristorante a base di pesce e uno a base di carne, 80 coperti e molto altro ancora.

Nel dettaglio: una pizzeria, una salumeria classica, un locale specializzato nella pasta, uno per i formaggi con tanto di mozzarella fatta a mano in loco, uno spazio per a cucina vegetariana, una pasticceria, una gelateria, il caffè (in primisi uno spazio tutto Lavazza), l’enoteca e una birreria sulla terrazza.

Batali, dicevamo. Una vera e propria celebrità osannata anche dal Time.

Dopo anni lontano dai fornelli, Mario ha creato personalmente tutti i ristoranti del progetto in prima persona ed è eccitato dalla sfida.

Per la clientela Eataly, lezioni di cucina, una selezione di cibi italiani, alcuni importati e altri prodotti in loco, libri di cucina e accessori. I newyorchesi sono avvertiti.