All’asta dolcevita di Andy Warhol

di Giulia Ferri Commenta


Ultimamente stiamo assistendo a una copiosa proliferazione di cimeli battuti all’asta di personaggi del mondo dello spettacolo, della cultura, della musica e dell’arte davvero dilangante. Recentemente ve ne abbiamo riportati qualcuno: L‘orologio appartenuto ad Elvis Presley, il cappotto di Bruce Lee, i gioielli di Elizabeth Taylor, la giacca rossa di pelle di Michael Jackson nel video di Thriller, gli abiti di Lady Diana, di Marilyn Monroe. La lista sarebbe ancora lunga e come direbbe Andy Warhol:

Non è forse la vita una serie d’immagini, che cambiano solo nel modo di ripetersi?

E così adesso tocca anche al grande maestro dell‘Arte Pop: il suo inseparabile dolcevita nero verrà battuto con base d’asta a 10 mila sterline. Un caldo maglione in cashmere che però ha il valore aggiunto di essere un elemento ricorrente nella vita pubblica e privata della figura predominante del movimento pop art americano.

Eppure dietro quello che potrebbe essere considerato un indumento semplice e minimale c’è la firma di uno dei design di moda più apprezzati dalle star negli anni ’60. parliamo di Roy Halston, modista anche di Liza Minelli, Liz Taylor, Lauren Hutton, Bianca Jagger e Anjelica Huston e che realizzò i cappellini pill-box per Jacqueline Kennedy.

il dolcevita nero è anche l’emblema della vita oscura e tratti misteriosa di Andy Warhol. Era, a insaputa di molti, collezionista e appassionato di diamanti e gioielli, ma non li mostrava mai in pubblico: li teneva segretamente all’interno della maglia nera a lungo collo. Coerentemente a quello che affermava di se stesso:

Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c’è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo:”Che cosa avrò sbagliato?”

 

 

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