Vacanze & Archeologia: bene i siti campani

di Giulia Ferri Commenta

L’estate 2010 non ha visto solamente i voli low cost e last second
reggere il confronto con crisi economica, i siti archeologici campani stanno incremenando le visite rispetto al 2009 e questo non può che far ben sperare riguardo la cura e l’attenzione del nostro grande patrimonio storico e culturale.

I dati si riferiscono a giugno 2010:
un +14,40% per le visite a Pompei, +10,6% per Ercolano, +9,8% per Oplontis e un +80,6% per Boscoreale, quest’ultima sull’onda del successo della mostra dedicata ai calchi pompeiani.

Pompei.
Con oltre 2 milioni di visitatori l’anno, pompei è ua delle aree archeologiche più conosciute al mondo.

A pompei, come in un sortilegio o in una maledizione di Medusa tutto è rimasto pietrificato all’anno 79, quando all’improvviso dal Vesuvio un eruzione vulcanica travolse Pompei ed Ercolano.

I primi scavi archeologici su Pompei avvennero non prima del 1748, quando sotto il governo di Carlo di Borbone si decise di riportare alla luce quella città romana sepolta di cui non si aveva più memoria.

Nessun altro scavo come Pompei ha potuto riportare alla luce le testimonianze più nitide della quotidianità degli antichi romani, con i loro giochi, i loro strumenti i loro oggetti di uso comune.

Ma forse la cosa più succestiva e terrificante allo stesso tempo sono i calchi di gesso delle impronte delle persone morte nell’eruzione.

Fine medesima per Ercolano, che nella stessa eruzione vide finire i suoi giorni.

L’ondata di fango mista a ceneri e altri materiali eruttivi che travolse la città quando si solidificò si è comportato come una specie di sarcofaco che ha reso possibile il rinvenimento fino ai giorni nostri di materiali deperibili ome legno, alimenti e papiri.

Meno nota ma ugualmente ricca di fascino e mistero l’area archeologica di Oplontis, corrispondente all’attuale comune di Torre Annunziata, sepolta anch’essa in quel giorno dell’eruzione del Vesuvio nel 79.

Essendo una residenza termale, vicina alla città di Pompei, Oplontis è ricca di ville romane che in parte attendono ancora di essere esplorate.

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