Shanghai 2010, inaugurata Unesco Sites: Italian Heritage and Arts

di Giulia Ferri Commenta


E’ stata inaugurata e resterà aperta fino al 4 settembre, la mostra multimediale Unesco Sites: Italian Heritage and Arts. La rassegna dei siti italiani patrimoni dell’umanità dichiarati dall’Unesco è la prima mostra multimediale presente negli stand del Padiglione Italia a Shanghai 2010.

Si avvale della consulenza di Vittorio Sgarbi e della realizzazione di RomArtificio con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri, Dal Ministero dei Beni e le Attività Culturali e della Commissione nazionale italiana per l’Unesco.

Davvero troppe le meraviglie che il mondo ci invidia per poter essere inserite in una sola mostra. Allora ci sarà un turn over con sei cambi per mostrare tutte le bellezze del patrimonio culturale italiano. Dunque una mostra che promette di essere visitata e rivisitata per il suo aspetto itinerante: Si partirà con i siti italiani Unesco di Crespi d’Adda, la chiesa di Santa Maria delle Grazie con ‘La Cena’ di Leonardo da Vinci, la Ferrovia Retica, Mantova e Sabbioneta e l’Arte rupestre della Valcamonica.

Roberto Celli, presidente di RomArtificio ha dichiarato:

Questa e’ una scommessa rivolta soprattutto ai giovani, il pubblico del domani che potra’ realizzare il sogno di crearsi un viaggio: il turista consapevole. Giovani che sono i grandi consumatori delle nuove tecnologie, del cinema, e del mondo dei web sites che si potranno scambiare e raccontare esperienze di viaggio memorabili.

Secondo Vittorio sgarbi, riferendosi alla bellezza dei siti italiani dichiarati dall’Unesco:
La medesima bellezza in cui gli uomini non dovrebbero mai dimenticare di agire, contribuendo così alla continua creazione del mondo e rendendo la natura bella oltre se stessa, con ogni tipologia di arte, perchè questa per essere universale, non può che tenere uniti indissolubilmente la vita, il mondo e il valore. Solo così il bene per uno Stato, che è una comunità umana e un orizzonte culturale, potra’ essere inteso non come ciò che esso possiede, ma come ciò che essendo di tutti diventa valore condiviso. Lo Stato quindi non potrà che essere coscienza del bene.

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