Dovremo attendere la fine di novembre per poter rivivere la magia  del Betsy, l’hotel simbolo di Miami Beach. La sua forma da tempio antico con imponente porticato e stile puramente coloniale , gli permettono di spiccare nel mondo dell’Art Decò di South Beach.

La ristrutturazione è stata affidata allo studio Beilinson-Gomez, affiancato dagli interior designers Diamante Pedersoli ( che vanta nel suo palmares alcune residenze private di Ralph Lauren ) e Carmelina Santoro ( che ha realizzato alcuni stores per Bulgari ). L’hotel fa parte della catena Small Luxury Hotels of the World, con le sue piscine all’aperto, spiagge private super attrezzate, il tutto coronato da elegantissimi maggiordomi.

Arredate dal viola all’ocra e con immagini di Richard Bluestein appesi alle pareti, ecco che prendono vita le 20 suite, che comprendono anche una fantastica vista sull’oceano e al tramonto. Costano, in bassa stagione, circa mille euro a notte.  Nulla da togliere alle restanti 43 camere, bellissime; dietro le finestre di legno bianco con le persiane, il design contemporaneo tropical-coloniale avvolge ciascun ospite con i suoi squisiti dettagli.

Spicca la Grand Suite, che comprende zona giorno, zona notte, cabina armadio, Tv al plasma a muro, connessione ad internet wireless e postazione I-pod DockStation, giusto per gli appassionati che proprio non possono fare a meno dei gadget hi-tech.

La notte ci si ouò divertire al B-4 Lounge, locale che permette di sconfiggere la “noia” dei soliti locali trendy di Lincol Road e di guardare vip a Star Island ( zona con locali usualmente sbarrati da mille buttafuori o altre forme di restrizione ).

Non potevano mancare i trattamenti di bellezza: di giorno, il Betsy, offre trattamenti personalizzati , mentre, il ristorante, capitanato dal grande chef Laurent Tourondei, offre specialità come bistecca di agnello argentino, Waygu americano e Kobe giapponese, tutte ricette, ovviamente rivisitate alla francese.

Tra pochissimo il Betsy sarà l’imperatore della Ocean Drive. Ben tornato.

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