Da Hermes a Prada, il lusso è in ripresa

di Redazione Commenta

Già dai primi dati del primo trimestre del 2010 e poi la conferma dei semestrali, è venuto fuori che, aziende e gruppi di moda italiani e non stiano riprendendosi dalla crisi.

Secondo l’analisi Pambianco sulle strategie d’impresa di dodici società italiane dice che i ricavi di Aeffe, Benetton, Bulgari, Csp, Geox, Gucci, Luxottica, Marcolin, Prada, Safilo, Stefanel e Tod’s sono + del 8,1% ed hanno toccato gli 8.208 milioni; tra tutte, le aziende che sono cresciute sono Prada con il 24%, Marcolin con il 15,6% e Bulgarii con l’11,8%.

Dove c’è una salita, spesso c’è anche una discesa, discesa che questa volta è toccata al fatturato di aziende come la Geox in calo del 9,8%,Aeffe in calo del 7,4% e Csp del 5,5%.

L’Ebitda è passato dal 16,9% al 18,3%, conteggio fatto su 11 aziende, da questi dati è venuto fuori che le migliori sono state Gucci con il 31,5%, Tod’s con il 24% e Luxottica con il 19,4%, mentre l’utile conteggiato su dieci aziende (visto che Gucci e Prada non hanno diffuso i loro dati) passa dall’1,9% al 5,7% ed i migliori in percentuale sono Tod’s con il 13,7% contro l’11,8% dei primi sei mesi 2009, Marcolin con il 12,4% e il 7,1% nel 2009 e Geox con l’8,7%.
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Carlo Pambianco, parlando di questi dati ha detto:

I dati sulla reddittività erano rimasti buoni anche nel 2009, annus horribilis per tutti, ma sono saliti ancora. Questo dimostra che le aziende hanno privilegiato, oculatamente, la reddittività sui volumi: in un contesto economico globale difficile come quello attuale avrebbero potuto abbassare i prezzi per mantenere alti i fatturati, ma così facendo avrebbero ridotto i margini e la capacità di investire nel medio-lungo periodo

All’estero i dati sono ancora migliori di quelli italiani infatti, secondo l’analisi Abercrombie&Fitch, Adidas, Columbia, Fossil, Gap, Guess, Hanes, Hermès, H&M, Hugo Boss, Limited, Lvmh, Puma, Quiksilver, Swatch, Tiffany e Timberland sono cresciuti dell’11,6%, passando da 37.047 a 41.361 milioni.

La maggiore crescita c’è stata nel settore orologeria con Fossil al + 26%, Hermes al + 22,8%, Swatch al + 22,1%, ma tra tutte la maison Hermes, conclude Pambianco:

Hermès è un marchio del lusso puro e per questo è stato toccato pochissimo dalla crisi. Inoltre si tratta di un marchio meno legato alla moda di molti altri e i consumatori percepiscono i prodotti Hermès come qualcosa che mantiene il suo valore nel tempo.

fonte Il Sole 24 Ore

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