Alfa Romeo Barchetta Flying Star

di Giulia Ferri Commenta

Se anche una casa devota alla potenza con i motori Twin Spark e JTD qual’è Alfa Romeo che ora si applica nel concept car di alimentazione elettrica allora è proprio il caso di tenere in considerazione che il futuro potrebbe muoversi proprio in quella direzione.

Non a caso questo prototipo arriva a conclusione del centenario festeggiato dalla casa del Biscione come a segnare un faro che guarda allo stile ereditato dal passato e al futuro eco-tecnologico idealizzato da Claudio Proietto.

Questa Alfa Romeo Barchetta Flying Star si piazza tra il vecchio e il nuovo senza alcun rombo assordante: la sua propulsione lettrica e la sua areodinamica filante la fanno uno degli oggetti in movimento più silenziosi. Tre metri e mezzo di lunghezza, appena 1 metro e 70 di larghezza e un altezza che supera di poco un metro e dieci. Non la classica macchina familiare bensì una city car che potrebbe per certi versi ricordare la MiTo.

Si sa che le auto più piccole si prestano meglio alla galleria del vento e questa Alfa Romeo Barchetta Flyng Star sembra sfruttare ogni concetto per favorire l’aerodinamica. Si prefigura allora un motore non potentissimo ma capace di sfruttare leggerezza e sinuosità? Io credo proprio di sì.

Curioso il disegno dei cerchi in super lega leggera che sono studiati apposta per incanalare l’aria e favorire il raffreddamento dell’impianto frenante. Una soluzione attualmente adottata in F1.

Curiosa anche l’apertura ad ali di gabbiano, recentemente proposta anche da Mercedes sul modello SLS. Ma nel caso della Barchetta Flying Star le portiere non si aprono indipendenti, ma sono ancorate al parabrezza centrale e alleggerite con leghe in policarbonato. Questa soluzione, particolarmente adatta alle auto sportive con pianali ribassati vuuole essere un tentativo di risolvere un problema da sempre legato alle portiere ad ali di gabbiano: il costo, la praticità e l’impermeabilizzazione.

Via | Infomotori.com

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