Arrivano i menù di lusso per cani a Cortina

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Fanno rumore i menù di lusso per cani a Cortina. Con l’avvicinarsi dei Giochi Olimpici Invernali 2026, il cui debutto è fissato per venerdì 6 febbraio, Cortina d’Ampezzo si trasforma nel palcoscenico di un’accoglienza che rasenta l’estremo. Se le piste e gli impianti sono pronti a ospitare i più grandi atleti del mondo, il settore della ristorazione locale sta affilando le lame per soddisfare una clientela internazionale abituata a standard di lusso senza compromessi.

menù di lusso per cani a Cortina
menù di lusso per cani a Cortina

I riscontri sul menù di lusso per cani a Cortina

Tuttavia, la vera novità di questa stagione non riguarda solo i palati umani, ma quelli dei loro compagni a quattro zampe. In diverse strutture della “Regina delle Dolomiti”, il concetto di pet-friendly è stato elevato a un nuovo, sfarzoso livello. Come raccontato dall’imprenditore Andrea Orecchioni ai microfoni di Realpolitik, l’esigenza di offrire un trattamento “gourmet” ai cani è nata direttamente dalle richieste dei clienti più affezionati.

In questi locali, l’esperienza inizia con l’assegnazione di ciotole personalizzate e prosegue con la consultazione di una vera e propria carta dedicata. I piatti, cucinati espressi dagli chef, spaziano da hamburger di manzo selezionato a filetti di pesce freschissimo, fino a creazioni scenografiche come il cous cous decorato con foglia d’oro edibile.

Il costo di tale esclusività? Una singola portata può oscillare tra gli 80 e i 120 euro, cifre che non sembrano spaventare i proprietari più facoltosi, decisi a non badare a spese per il benessere (o il prestigio) dei propri animali. Questo fenomeno, pur essendo una boccata d’ossigeno per il fatturato turistico, solleva interrogativi di natura sociale ed etica. Da un lato, c’è chi vede in queste attenzioni la naturale evoluzione del rapporto uomo-animale.

Una cliente, accompagnata dal suo barboncino Babu, sottolinea come i cani stiano guadagnando spazi un tempo riservati esclusivamente agli esseri umani, arrivando quasi a “sovrapporsi” alla figura dei figli nel nucleo familiare moderno. Dall’altro lato, non mancano le voci critiche. Molti osservatori interpretano queste “coccole culinarie” come l’ennesima deriva di un consumismo che snatura l’essenza stessa dell’animale.

L’educatore cinofilo Marco Picariello ha espresso una posizione pragmatica: sebbene la qualità del cibo sia fondamentale per la salute del cane, l’aggiunta di elementi come la foglia d’oro risponde esclusivamente all’ego del proprietario. Al cane, infatti, interessa la sostanza nutritiva e la qualità organolettica, non certo il valore estetico o economico di ciò che trova nella ciotola.

Si tratta di una situazione considerata eccessiva ed alquanto inutile per i nostri amici a quattro zampe, visto come per loro conti esclusivamente la bontà del cibo. Tutto lo sfarzo che accompagna il loro piatto è quindi superfluo, un modo per far arricchire solo i ristoratori. Mentre Cortina si prepara al taglio del nastro olimpico, il dibattito resta aperto: è puro amore per gli animali o l’ultima frontiera di un lusso che ha perso il contatto con la realtà?