Villa Faraggiana sarà di George Clooney?

di Valeria Douglas Commenta

Beati i ricchi e i vip che che possono permettersi dimore da sogno come Villa Faraggiana, sontuosa villa di costruzione neoclassica situata sul lago Maggiore.

Pare sia questa una delle residenze che George Clooney vorrebbe acquistare, e non certo per pochi dollari. Ma tanto, una in più una in meno, che problema c’è? Nessuno. Basti pensare che Villa Faraggiana sorge in una posizione panoramica lungo la strada Nazionale del Sempione tra Arona e Meina.

Siamo nel comune di Meina, in provincia di Novara. Impossibile non notare questo elegante edificio dal grande cancello vigilato da due leoni marmorei accovacciati. La facciata vede due altorilievi raffiguranti la Fama, una divinità allegorica romana, cinque medaglioni ritraenti i cinque letterati della letteratura italiana – Dante, Boccaccio, Petrarca, Ariosto, Tasso – e undici busti di altri illustri personaggi italiani opera dello scultore Giosué Argenti.

La Villa fu fatta costruire nel 1855 come dimora estiva dal senatore del Regno e nobile di Sarzana Raffaello Faraggiana su disegno dell’ingegnere Antonio Busser. La caratteristica principale? Ampie e luminose stanze arricchite da notevoli dipinti da soffitto.

Edificio dalla pianta rettangolare, ha all’esterno un parco di 25.000 mq con un romantico boschetto di 3.500 mq. tra tigli, faggi e cedri del Libano. In più, uno chalet adibito a museo zoologico dove sono conservate le carcasse imbalsamate di molti animali provenienti dall’Africa.

In passato il giardino, aperto al pubblico, ha ospitato anche anche una collezione di animali impagliati frutto dei viaggi di Alessandro Faraggiana. Morti i primi proprietari, però, la villa non fu più utilizzata dagli eredi, cadde in un perciolo stato di abbandono e durante la guerra divenne addirittura un asilo precario per gli sfollati,i soldati e gli ebrei superstiti. I discendenti Faraggiana decisero quindi di farne dono alle Suore dell’Ordine delle Poverelle di Bergamo. In un primo momento la Villa diventò un orfanatrofio, più tardi un convalescenziario.

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