Chopard Happy Collection: libertà dei diamanti

di Giulia Ferri Commenta

Oggi vi vogliamo presentare una bellissima collezione di Chopard, nota azienda svizzera di orologi di lusso, gioielleria ed accessori, fondata nel 1860. Si chiama Happy Diamonds e dal nome già si può intuire il mood di questa linea: orologi, pendenti, anelli e accessori dal fascino irresistibile che rivisitano profondamente il classico e si diverte a mixare l’oro bianco con altrettanti metalli preziosi e diamanti di diversa caratura.

Il tutto con motivi neo romantici come i cuori, le spirali, i cerchi concentrici. Ma la peculiarità di questi gioielli è di non avere l’incastonatura del diamante in modo rigido ma abbastanza fluttuante.

Un po’ di storia. L’azienda nacque a Sonvilier nel 1860 da Louis-Ulysse Chopard, all’epoca ventiquattrenne, che aprì un laboratorio di orologeria. In poco tempo i suoi prodotti divennero celebri anche nell’Europa dell’est, in Russia e in Scandinavia. Nel 1920 il nipote del fondatore, Paule-Andrè Chopard, trasferì la sede della ditta a Ginevra, capitale della “Haute Horlogerie”, dandole così una ubicazione più consona al carattere cosmopolita della sua clientela.

Dal 1963 l’azienda Chopard passò in mano a Karl Scheufele, discendente di una dinastia di orologiai e gioiellieri tedesca, che portò l’azienda ad un grande sviluppo, facendola diventare uno dei nomi più quotati e prestigiosi nei settori dell’alta orologeria e della gioielleria. I figli di Karl Scheufele sono gli attuali presidenti dell’azienda: Caroline Gruosi-Scheufele è responsabile delle collezioni donna e della gioielleria, mentre il fratello Karl-Friedrich gestisce le collezioni uomo e la Chopard Manufacture, il sito di produzione dei movimenti L.U.C. con sede a Fleurier.

Nel 1976, Ronald Kurowski, un designer di talento del brand Chopard, rimase affascinato dallo scintillio dei diamanti unset. l’incomparabile luminosità e il colore di queste gemme inimitabili era tale che l’ispirazione da tanto cercata era nata: quella di creare un orologio in cui si poteva dare ai diamanri una totale libertà di movimento, svincolato da qualsiasi metallo. Il sogno era quello di diventare realtà sotto forma di Happy Diamonds, un omaggio profondo alla pietra più preziosa del mondo.

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