Leonardo Di Caprio investe sui diamanti etici

di Sara Mostaccio Commenta

Parlare di diamanti ci fa sempre brillare gli occhi di desiderio ma se si tratta di diamanti etici e c’è di mezzo anche Leonardo Di Caprio gli effetti si moltiplicano. L’attore americano è impegnato ormai da molti anni, ben 17, nella salvaguardia ambientale con l’attività della sua Fondazione. Gli stessi principi sostengono la sua nuova battaglia.

diamanti etici

Fino ad ora Di Caprio si è interessato di protezione di ecosistemi in pericolo e animali in via di estinzione oltre che di cambiamenti climatici. Di recente è diventato anche Messaggero della Pace per l’ONU proprio per le sue iniziative legate al clima. Oggi si affianca a queste attività anche una nuova avventura.

La Fondazione dell’attore ha scelto di offrire il suo sostegno ad una start-up che si chiama Diamond Foundry che sta sperimentando la produzione in laboratorio di diamanti con le medesime caratteristiche di quelli naturali estratti dalle miniere.

La qualità dei diamanti prodotti in laboratorio è sia chimicamente che esteticamente identica a quella del diamante naturale. Per di più si tratta di diamanti sostenibili che non si basano sullo sfruttamento delle miniere e soprattutto delle persone, provocando impoverimento ambientale e sfruttamento economico, con lavoratori costretti a condizioni durissime.

Le pietre prodotte da Diamond Foundry sono di fatto in tutto e per tutto naturali e non sintetiche perché si usa un procedimento di crescita del diamante che parte da un frammento di diamante naturale. Intorno a questo nucleo iniziale i ricercatori creano vari strati di plasma surriscaldato ad una temperatura doppia rispetto a quella della superficie solare. Per il momento sono riusciti a produrre diamanti della dimensione massima di 9 carati ad un prezzo che si attesta intorno al 30% in meno rispetto alla pietra estratta dalla miniera.

“Il settore dei diamanti, purtroppo, è stato macchiato da violazioni dei diritti umani, dal lavoro minorile, dalla distruzione ecologica, dai cartelli e dalla difficoltà a risalire alla provenienza. Abbiamo sentito che era giunto il momento di creare una scelta migliore. Abbiamo sviluppato un modo per la coltura dei diamanti, creando veri gioielli di qualità.”

A sostenere la nuova produzione di diamanti in laboratorio non c’è solo Di Caprio. Tra i nomi noti che stanno contribuendo alla ricerca ci sono anche il co-fondatore di Facebook Andrew McCollum, Evan Williams di Twitter, Andreas Bechtolsheim di Sun Microsystems e Jeff Skoll di eBay. Per il momento sono stati investiti 100 milioni di dollari.

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