Giovani russi truffano il Billionaire: consumano e scappano

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E fu così che sei russi, tre giovani rampolli accompagnati dalle loro avvenenti fidanzate, passarono una serata memorabile nel noto locale di Porto Cervo ma al momento del conto, ben 86 mila euro per 90 bottiglie di champagne, se la svignarono e fecero perdere le loro tracce. La vicenda del Billionaire, esclusivo locale di proprietà di Flavio Briatore, sta assumento sempre di più i contorni di un danno all’immagine della società russa, da sempre amante della bella vita, ma che ha sempre onorato certi impegni.

Tanto che la notizia è andata a bussare anche alla porta dell’Ambasciata russa in Italia che ha voluto spiegazione ed è ben determinata a identificare i sei russi che si sono trovati protagonisti di una truffa dai contorni quasi comici ma altrettanto poco edificanti all’immagine dell’orgoglio moscovita. Secondo l’Unione Sarda:

In sei hanno stappato più di novanta bottiglie di champagne Cristal e hanno festeggiato fino all’alba, ma quando il cameriere si è presentato con una ricevuta da 86 mila euro nessuno ha tirato fuori la carta di credito. Alla fine, comunque, è stato raggiunto l’accordo: il comandante dello yacht che ospitava la comitiva ha firmato la fattura e ha assicurato che sarebbe passato il giorno dopo per saldare il debito. In realtà tutti sono spariti nel nulla e ieri sera l’amministratore del Billionaire è andato in caserma e ha presentato una denuncia: i militari hanno rintracciato subito il comandante dello yacht Kismet e gli hanno impedito di lasciare l’Isola.

I sei intanto sono spariti: i carabinieri – continua il quotidiano sardo – si sono messi sulla loro tracce, ma a Porto Cervo non si sono più visti. Ora dunque a pagare le conseguenze di una bravata un pò troppo costosa potrebbe essere il comandante dello yacht. Nel pasticcio rischia di essere coinvolta anche una società, la Nautica che ha fatto il servizio di management per la barca battente bandiera inglese. Il responsabile dell’azienda, insieme al comandante dello yacht, sono stati interrogati a lungo dai carabinieri.