Sempre più popolari i bunker di lusso in Italia nel 2025

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Cresce l’interesse nei confronti dei bunker di lusso in Italia. Negli ultimi anni, si è consolidato un mercato immobiliare parallelo e altamente esclusivo, incentrato sui rifugi privati ad alta sicurezza. Queste non sono semplici estensioni del survivalismo, ma vere e proprie enclave di lusso, concepite per garantire la continuità di uno stile di vita elitario anche in scenari estremi. Questa “grammatica architettonica” unisce innovazione ingegneristica, paure sistemiche e l’ambizione di trasformare il benessere in un habitat difensivo.

bunker di lusso
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Dal silo missilistico al condominio esclusivo

Un esempio lampante di questa tendenza è il complesso Survival Condo in Kansas, ricavato da un vecchio silo missilistico Atlas. La struttura, nota come Raven Ridge 11, si estende per 15 piani sotterranei e offre servizi residenziali di altissimo livello: piscina, serre idroponiche, teatro, bar, biblioteche e persino una stanza di decontaminazione. Le singole unità, vendute per milioni di dollari, celano la severità dell’architettura di sicurezza sotto le vesti di una comunità residenziale di lusso.

Ancora più ambizioso è il progetto Aerie di Safe, un club sotterraneo da 300 milioni di dollari previsto per il 2026. Progettato per 625 membri, offrirà suite private di oltre 1.850 metri quadrati, integrate in un ecosistema terapeutico completo di piscine interne, ristoranti d’alta cucina, e centri medici assistiti dall’IA. È un’enclave pensata per una comunità che vede la sopravvivenza come estensione del benessere.

L’Hybridation europea: L’Oppidum e Vivos

In Europa centrale, l’Oppidum in Repubblica Ceca è un tentativo radicale di trasformare un’ex struttura di sicurezza di epoca sovietica in un palazzo ipogeo di lusso. Questo bunker si ibrida con l’hotellerie d’élite, presentando suite lussuose, un giardino interno con ciclo luminoso calibrato e ambienti scenografici dotati di “finestre” digitali che simulano orizzonti. L’obiettivo non è solo la sopravvivenza, ma la continuità assoluta del privilegio.

Alla stessa logica risponde la rete globale creata da Vivos, con complessi come xPoint (575 bunker nel South Dakota) e il mastodontico Europa One in Germania. Quest’ultimo, ricavato nella roccia carsica, è un’infrastruttura blindata concepita per resistere a esplosioni nucleari e agenti chimici, offrendo quartieri privati rifiniti con materiali nobili, teatri e serre sotterranee.

La secessione dei ricchi

Questa corsa ai rifugi di lusso è stata definita da alcuni come una forma di “trogloditismo di lusso“. Le élite non si limitano più a colonizzare lo spazio verticale dei grattacieli, ma si ritirano anche nel sottosuolo urbano per creare residenze difensive e dispositivi di privilegio.

Questa dinamica segna un mutamento nella psicologia del potere: le classi privilegiate non si percepiscono più come garanti della stabilità sociale, ma come soggetti che devono sottrarsi al mondo che hanno contribuito a modellare. Si tratta di una “secessione dei ricchi” (come definita in sociologia) dove i gruppi benestanti ritagliano spazi separati, fisici e simbolici, per preservare le proprie condizioni di vita al di fuori della sfera comune. Stanno per arrivare anche in Italia i bunker di lusso.