La polemica sui resort di lusso in Albania non si placa

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Polemica calda, quella relativa ai resort di lusso in Albania. Situazione sempre più caotica in Albania, dove continuano ad essere piuttosto accese le proteste contro la costruzione di un mega-resort di lusso da 1,6 miliardi di dollari. Il progetto è finanziato dalla Affinity Partners, società di investimenti guidata da Jared Kushner, genero di Donald Trump.

resort di lusso in Albania
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Nuovi riscontri sui resort di lusso in Albania

Per tre giorni consecutivi, migliaia di manifestanti sono scesi in piazza a Tirana, ed è prevista l’estensione delle mobilitazioni anche nel sud del Paese, dove i lavori sono recentemente iniziati. I manifestanti hanno sfilato esibendo fenicotteri gonfiabili, simbolo della minaccia ambientale che il complesso rappresenta per la fauna locale. Una protesta che risulta essere chiaramente pacifica, ma che non arresta la sua ondata, pronta a sfidare i milionari che non stanno agendo salvaguardando le bellezze di questa terra.

Approfondendo ancora di più la questione, la tensione è salita dopo il netto rifiuto degli oppositori all’offerta di dialogo del Primo Ministro, Edi Rama. Il premier socialista difende l’opera, considerandola un pilastro fondamentale per trasformare l’Albania da ex Stato stalinista a meta d’élite del turismo internazionale, e ha dichiarato che gli investimenti non si fermeranno.

Di parere opposto sono le organizzazioni ambientaliste, guidate dalla PPNEA (Protezione e Conservazione dell’Ambiente Naturale in Albania). Il direttore Aleksandr Trajce ha denunciato una totale mancanza di trasparenza, evidenziando l’assenza di consultazioni pubbliche e di documentazione ufficiale sui permessi. Gli attivisti chiedono l’immediato stop ai cantieri e il ripristino degli habitat prima di avviare qualsiasi trattativa.

Il progetto, visionato nei mesi scorsi anche da Ivanka Trump durante un sopralluogo, prevede di cementificare un’area di altissimo valore ecologico nel Mediterraneo. Il complesso coprirà infatti l’isolotto disabitato di Sazan, le zone umide e gli habitat costieri del parco nazionale marino circostante.

Secondo i dati di BirdLife International, queste acque ospitano oltre 200 specie di uccelli (tra cui fenicotteri e pellicani dalmati) e rappresentano uno degli ultimi rifugi per la foca monaca del Mediterraneo, specie a forte rischio estinzione. Costruendoci sopra è chiaro che non ci sia più la possibilità per queste specie di sentirsi protette nel proprio ambiente.

Non si tratta del primo ostacolo per Kushner nei Balcani. Recentemente, un progetto analogo per un complesso di lusso a Belgrado è naufragato. Nonostante il Parlamento serbo avesse approvato una legge speciale per l’area (un ex complesso militare vincolato come patrimonio storico), l’operazione è stata travolta da un’inchiesta per corruzione. La magistratura ha infatti incriminato quattro persone, tra cui un ministro, con le accuse di abuso d’ufficio e falsificazione di documenti, spingendo Kushner al ritiro. Vedremo come proseguirà tale vicenda.