Il tartufo bianco di Alba, un prezioso tesoro made in Italy

di Redazione Commenta

Credit Youtube

Esiste una località ricca di fascino a 50 km a sud est da Torino, circondata da vigneti e da langhe. Stiamo parlando di Alba, una città del cuneese nota al grande pubblico per essere “patria” della Nutella e di un alimento straordinario e super ricercato in tutti i mercati gastronomici internazionali: il tartufo bianco.

Il tartufo bianco ha un’origine antichissima. Si narra sia stato scoperto attorno al 1700-1600 a.C. Per capirci, al tempo degli antichi Sumeri. Nonostante oggi il suo straordinario aroma abbia conquistato davvero tutti, ma proprio tutti, nel corso dei secoli il Tuber magnatum (questo il suo nome scientifico in latino) ha dovuto affrontare pregiudizi e miscredenze popolari, come quelle emerse durante il Medioevo, quando molti lo definivano “cibo delle streghe o del diavolo”.

Ma che cos’è questo alimento, unico per gusto e aroma? Il tartufo bianco è un “semplice” tubero, composto da una massa globosa detta gleba e da una superficie color ocra; è protetto da una corteccia esterna ed è caratterizzato dall’odore intenso, che alla lontana ricorda quello del formaggio fermentato. Cresce nel sottosuolo, in simbiosi con l’albero che lo “ospita”.

Ogni anno ad Alba, tra ottobre e novembre, in concomitanza con l’arrivo del primo freddo, viene organizzata la Fiera Nazionale del Tartufo Bianco, il più antico evento dedicato al tartufo. Un appuntamento imperdibile per le bocche buone, capace di attirare nella cittadina piemontese moltissimi appassionati da tutto il mondo. Poco distante, più precisamente nel Castello di Grinzane Cavour, si tiene l’Asta Mondiale del Tartufo bianco di Alba, che ogni dodici mesi registra numeri da capogiro.

Del resto, chi, almeno una volta nella vita, non è rimasto estasiato davanti a una portata di tagliatelle al tartufo bianco? Diciamocela tutta: non c’è miglior piatto di quello che riesce a raccontare la storia, i profumi, la cultura e i sapori del suo territorio, regalando a chi lo assapora per la prima volta sensazioni nuove e inimitabili. Ed è proprio questo il caso.

Anche per questo motivo il tartufo bianco di Alba è un regalo prezioso, nel vero senso del termine: il suo prezzo si aggira attorno ai 600 dollari l’etto. Potete starne certi, non deluderà i fortunati che lo riceveranno, soprattutto se si tratta di amici e parenti che, costretti a vivere all’estero per studio o lavoro, hanno tanta nostalgia dell’Italia e della buona cucina.

Certamente, visto il valore, il tartufo bianco dev’essere impacchettato con massima cura e affidato ad un servizio di spedizione pacchi professionale e affidabile, in modo che arrivi a destinazione sano e salvo. Una buona idea, per mantenerlo intatto durante il viaggio, è chiedere consigli sulla conservazione direttamente al rivenditore.

Vi lasciamo con una citazione che racconta tutto il “potere” evocativo (e gustativo) di questo straordinario prodotto.

Avevano ragione i romani che ritenevano il tartufo di origine divina: creato dal fulmine sacro di Giove e a lui caro, ospitato e gustato con appetito nelle meravigliose tavolate dell’Olimpo. Se dunque esiste un cibo che merita l’appellativo di “divino”, quello è sicuramente il tartufo.
(Licia Granello, giornalista gastronomica).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>