Saldi anticipati: siete d’accordo?

di Giulia Ferri Commenta

Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato, a larghissima maggioranza, il via libera ai saldi estivi. Ovvero, è stato sospeso il divieto di vendite promozionali nel mese precedente all’entrata in vigore dei saldi “ufficiali”. Le motivazioni sono agli occhi di tutti: la crisi economica, che ha ridotto i consumi e messo in ginocchio l’attività soprattutto dei piccoli esercenti, cerca di essere in qualche modo contrastata con provvedimenti finalizzata a far circolare più moneta. Ma non tutti sono d’accordo.

Per par condicio vi riportiamo le dichiarazioni discordante che ha visto, almeno per una volta, PDL e PD sullo stesso fronte contro il parere opposto del SeL (che si è astenuta) e dell’Associazione di via Montenapoleone (che ovviamente non è espressione politica del provvedimento ma l’opinione suscitata dal settore lusso).

Mario Sala, del Popolo delle Libertà ha dichiarato:

Non è certo risolutivo ma servirà comunque a fronteggiare le difficoltà contingenti e la caduta dei consumi, prevedibile soprattutto nei mesi a ridosso delle scadenze fiscali. Con questa iniziativa vogliamo dare maggiore impulso alle vendite, tenendo in particolar conto il risparmio delle famiglie in un frangente complicato sia per le imprese che per i consumatori.

Anche Stefano Tosi del Partito Democratico riconosce l’utilità della delibar pur riconoscendo i limiti:

il provvedimento è utile perché va incontro al mondo del commercio e ai consumatori ma ha il limite di essere temporaneo. Dobbiamo al più presto aprire una riflessione seria sulla legge del commercio e confrontarci con le associazioni di categoria per avviare una riforma legislativa condivisa.

La consigliera regionale Chiara Cremonesi del SeL ha espresso forti dubbi sul provvedimento:

Ci restano dei dubbi: Il calo dei consumi non si combatte con le liberalizzazioni delle vendite e degli orari ma con l’aumento del potere di acquisto delle famiglie.

L’Associazione Montenapoleone ha sollevato la questione turismo, soprattutto riguardo da parte di acuirenti esteri:

Siamo concordi sul favorire i consumi, ma anticipare di un mese senza preavviso danneggia la clientela estera per noi così importante. Questi clienti concentrano le proprie visite in Italia a ridosso della data di inizio saldi”: chiaro il timore che possano arrivare a Milano a luglio e non trovare più niente negli scaffali.

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