Come memorizzare velocemente nuove parole

di Redazione Commenta

Quando si affronta lo studio di una lingua straniera, l’apprendimento della grammatica costituisce la struttura portante della nostra formazione, mentre il perfezionamento della capacità di scrivere e conversare equivale alla definizione delle varie specifiche che definiscono la complessità di un idioma. Il ponte che collega queste due unità è il vocabolario, ed esattamente come un tratto stradale più esso è ampio e più scorrevole sarà il transito tra un polo e l’altro. Detto in altri termini: più parole conosciamo di una lingua e maggiore sarà la facilità con cui riusciremo a esprimerci per tramite di essa.

Ampliare il proprio vocabolario individuale, sia che si tratti della propria lingua madre, sia che si parli di una lingua straniera, può essere un autentico supplizio se si affronta tale processo senza criterio, improvvisando e andando alla rinfusa. Al contrario, può rivelarsi persino divertente se affrontato con il giusto metodo. Come quello che possono offrirvi gli insegnanti di Preply.com, il portale più autorevole per mettere in contatto docenti di lingue straniere qualificati e referenziati con persone desiderose di migliorare le proprie skill per quanto riguarda la conoscenza di un idioma diverso dal loro. Attraverso una serie di lezioni via Skype, avrete modo di fissare tutti i concetti che vi interessano, approfondirne i vari aspetti e le diverse declinazioni nel linguaggio scritto e parlato. Se poi avrete bisogno di un veloce ripasso, non dovrete fare altro che prenotare una ripetizione, sempre nel giorno e all’orario da voi preferito.

I cardini del processo mnemonico

Lezioni frontali a parte, la memorizzazione di un numero consistente di vocaboli nuovi è un processo che attiene alla formazione della memoria a lungo termine, vale a dire quel gigantesco database in cui immagazziniamo una mole impressionante di informazioni, destinate ad accompagnarci più o meno per il resto dei nostri giorni. Nell’uomo, la memoria a breve termine può essere considerata alla stregua di un atleta: più è allenato e maggiori saranno le sue capacità performative in gara. L’allenamento deve essere costante e partecipato, in modo tale da abituarsi da subito al “ritmo partita” e al lavoro intensivo. Alcune situazioni contingenti facilmente ricreabili (silenzio, massima concentrazione, assenza di distrazioni come radio o TV accese) possono agevolarne la riuscita. Altre, come partire dai propri interessi personali o lavorare per associazioni di idee e visualizzazioni, ne migliorano gli esiti.

Metodo di memorizzazione

Una volta definito il metodo, non rimane che metterlo in pratica. Il primo segreto è scrivere: sembra banale, ma fissare su carta (attenzione: non su computer) una nuova parola aiuta a ricordarla; questo perché la memoria a lungo termine tenderà a collegare la parola a un gesto ben preciso compiuto nel momento in cui la si stava apprendendo. Il secondo segreto è parlare: altrettanto banale, forse, ma non meno efficace; dobbiamo abituarci al suono della nostra voce in un’altra lingua, anche se all’inizio ci apparirà sgradevole e improbabile; oggi Internet mette a disposizione – talvolta anche gratuitamente – strumenti di pronuncia audio nelle lingue più improbabili, dunque anche per un neofita è facile correggersi persino da solo. Il terzo segreto è farsi aiutare dalla galassia mediale: film, serie TV, canzoni, programmi televisivi, tele o radiocronache di eventi sportivi, spesso sono una miniera di nuovi vocaboli che, pronunciati da attori o intrattenitori, finiranno per arricchire il vostro bagaglio di conoscenze. È inoltre utile dividere il processo di apprendimento per macrocategorie, e indagare queste ultime in profondità: ad esempio, dedicarsi per alcuni giorni al mondo della pesca, e dunque sviscerare ogni parola inerente questo campo, dalle più semplici come il verbo pescare a quelle più rare come i vari generi di pesci, crostacei e molluschi. Infine, è sempre opportuno non sovraccaricare il cervello di troppe informazioni tutte insieme (in caso contrario, il rischio è che vengano rigettate in blocco) e di lasciar passare almeno 24 ore fra una sessione di studi e la successiva, dando così modo alla memoria a lungo termine di sedimentarsi.

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